| 1 | Ein gespenst | 4:01 | ||
| 2 | Il fuoco | 2:36 | ||
| 3 | Fluorescenti al buio | 3:21 | ||
| 4 | Silenzio | 2:14 | ||
| 5 | Il ritorno del sole | 3:22 | ||
| 6 | Un giorno qualunque | 2:55 | ||
| 7 | Eroi | 2:59 | ||
| 8 | Parentesi | 0:47 | ||
| 9 | Vernice fresca | 3:34 | ||
| 10 | Aspettandomi | 1:08 | ||
| 11 | Ancora immobile | 1:58 | ||
| 12 | Ultima istanza | 3:05 | ||
| 13 | Quello che il tempo richiede | 3:50 | ||
| 14 | Discorsi del cazzo | 4:40 |
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RECENSIONI
www.punk4free.org
"Diceva un volto nero su uno sfondo rosso appeso al muro di camera; devi mirare all'impossibile se vuoi raggiungere il possibile."
Finalmente.
Ebbene si utenti di punk4free, quello che sto per andare a recensire in ambito melodic hc, secondo me e' il miglior album di questo dannato 2007.
Sparatemi pure per questa dichiarazione, ma non ce n'e' per nessuno.
Quando nelle canzoni trovi tutto quello che il tuo essere vuole esprimere, quando ogni singola parola e' misurata e non tirata in mezzo solo per adeguarsi, esce fuori pura poesia.
Questa e' una produzione completamente in italiano, libera, suonata strepitosamente bene e cantata altrettanto.
Fatta di storie, di orgoglio, di attitudine.
Roma partorisce ancora un grande gruppo, immenso per tematiche e gioia di gridare al mondo le proprie idee.
Ribelli, incazzati, orgogliosi di essere da un parte, fieri di una posizione che deve rimanere permeata nel cuore.
Tutto questo e altro va sotto il nome di Airesis.
Per spiegare ancora meglio a tutti voi chi sono questi ragazzi vi copio interamente la loro bio, presa direttamente dal loro myspace:
"Quelli come me preferiscono violare un confine, piuttosto che tracciare un altro limite".
www.kdcobain.it
Airesis - Spettri
Continua l'ondata hc melodico nel nostro paese, con sempre nuove e giovani formazioni che scelgono queste ritmiche per esprimere la propria energia. Gli Airesis suonano con passione ciò che ha catalizzato l'attenzione dei loro ascolti, un hardcore melodico impegnato nel sociale, senza dimenticare una vena poetica degna di nota. “Spettri” è un disco che offre quattordici episodi di vita quotidiana e di rabbia verso ciò che nel mondo e nella società che ci circonda è sbagliato.
“Fluorescenti al buio”, “Silenzio” o “Il ritorno del sole” sono forse i momenti più intensi di un disco dalla buona tecnica nel songwriting e un'ottima interpretazione nel cantato. Gli Airesis fanno quello che nel punkrock dovrebbe essere il fine principale, ovvero urlare i propri ideali e rimarcare la propria voglia di cambiare il mondo anche se soltanto attraverso una canzone. “Spettri” è un disco che non può mancare nella collezione di album della scena nostrana.
wwww.troublezine.it
Dalle ceneri degli Strict-line (quintetto romano recensito a suo tempo) la capitale ci propone questo nuovo progetto che porta avanti l’idea del “collettivo” già espressa con la precedente esperienza: una band (dedita a un punkrock che ha più di hc melodico) il cui fine principale è espressamente quello di comunicare, di divulgare le proprie idee e di esprimere i propri principi attraverso la musica.
Il cd è una coproduzione tra la band, Not My Records e i Minnie’s di Milano, all’insegna del copyleft e della libera circolazione (ed è totalmente ascoltabile dal sito). 40 minuti in tutto, per un ascolto decisamente non facile (non c’è nemmeno un ritornello nelle 14 tracce!) e che per quanto riguarda le liriche (profonde, impegnate, d’attualità) va seguito riga per riga nel booklet, tra immagini di torture antiche e presenti e richiami a guerra, oppressione, fascismo, alienazione, politica… Musicalmente, rispetto al vecchio progetto (i cui componenti non penso fossero in toto questi), c’è stato un miglioramento pazzesco: hc melodico, l’abbiamo detto, alla Minnie’s (Aspettandomi me li ricorda molto) o Omini Verdi per fare qualche nome, suonato con precisione e personalità, che porta anche a soluzioni diverse dalla solita batteria tupa-tupa e dai giri di chitarra “californiana”.
www.sowdust.it
Ho tenuto troppo tempo questo album sulla scrivania senza ascoltarlo, poi quando ti decidi a farlo capisci che avresti voluto dargli spazio molto prima.
Gli Airesis (eresia scelta) nascono dalle ceneri dei romani Strict-Line e fanno uscire questo cd nell'aprile 2007 con l'aiuto della NotMy Records e dei Minnie's (band di Milano).
L'album dura 40 minuti e comprende 14 pezzi, e musicalmente parlando, per dare un'idea di quello che potrete ascoltare, si avvicina al sound di gruppi tipo Poropagandhi e Good Riddance, è un disco suonato davvero bene che alle mie orecchie vede però come punto debole la voce che risulta un po' sempre sugli stessi toni e poco varia.
I testi invece sono tra i punti di forza del disco, era tanto che non leggevo qualcosa del genere, urlano di rabbia disgusto e delusione e voglia di cambiare.
Ma non è un disco che va solo ascoltato, va letto, va interpretato, basta leggere il loro Manifesto Eretico, la loro presentazione che si può trovare anche sul loro profilo Myspace:
http://www.myspace.com/airesis
per capire che trasuda sincerità, e come ho già detto prima il tutto viene sottolineato dall'alto livello delle liriche.
Il booklet all'interno vede foto e vecchi dipinti che raffigurano eretici giustiziati e torturati.
Sul retro del cd c'è invece un disegno che mi ricorda quelli di Josè Guadalupe Posada, incisore messicano che visse tra il 1850 e il 1900, e questo gli fa acquistare punti.
Una band a cui dare più di un ascolto e a cui dedicare del tempo.
Sul loro sito www.airesis.org potete ascoltare l'album in streaming
www.punkadeka.it
Definire l'album d'esordio dei romani AIRESIS (che qualcuno di voi potrebbe ricordare con il nome di Strict-line) come un semplice album punk-hc sarebbe riduttivo e scontato, almeno per la ricchezza di contenuti e idee che esso racchiude.
Definirsi "un collettivo composto da un bassista, un batterista, un cantante e due chitarristi" è sicuramente una presa di posizione forte ai nostri giorni, dove purtroppo apparire è più importante che essere.
Così come decidere di "proteggere" con il copyleft il proprio lavoro, affiancandone il logo al simbolo internazionale dell'antifascismo.
"Spettri" è più che altro un libro aperto, un promemoria importante sulla storia del nostro paese nell'ultimo secolo. Ecco quindi che storie di resistenza partigiana e fascismo inondano le liriche dei 14 brani che compongono questo disco.
La musica??? Un piacevole contorno che attinge dal punk-hc italiano dell'ultimo decennio senza però sdegnare qualche chitarra acustica in puro stile cantautoriale, vedi l'ottima "ultima istanza".
Un buon mix tra L'Invasione degli Omini Verdi e Marsh Mallows (quelli di "Qualcosa di Nessuno), dai quali attingono melodia e aggressività senza però perdere in personalità. Da sottolineare la "dichiarazione" parlata che conclude "Ein gespent" in grado, se ascoltata con attenzione, di mettere i brividi per interpretazione e rabbia.
Il booklet illustrato di 16 facciate con tanto di "manifesto eretico" finale non può che completare degnamente questa "opera", arricchendola di un ulteriore valore aggiunto.
Certo per confrontarsi con le band principali del panorama Europeo e mondiale c'è ancora parecchia strada da fare ma umiltà e passione non mancano a questi ragazzi e sentire parlare di "idea di punk-rock comunitaria, democratica e solidaristica" mi fa pensare che forse c'è ancora vita anche nel nostro paese per questo genere.
Come mi suggeriscono ora non mi resta che infilarmi le cuffie e affittare il cervello a Chris, Jord e Todd di Winnipeg...
www.ondalternativa.it
Coraggiosi questi Airesis. Nati quest'anno dalle ceneri dei romani Strict-Line, si pongono ovviamente come una sorta di continuazione sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista delle idee.
Quello con cui ci troviamo a che fare è sostanzialmente un hardcore melodico di puro stampo californiano cantato in italiano sullo stile dell'Invasione degli Omini Verdi, tanto per intenderci.
In ogni caso, dire solo questo sarebbe troppo limitativo per il lavoro proposto da questi ragazzi. Infatti, le varie tracce proposte propongono una prima caratteristica non da tutte le band sulla scena: l'assenza di ritornelli. Il tutto rende sicuramente il cd sicuramente meno easy-listening ma a mio avviso molto più di impatto alla lunga anche se ad alcuni questo tipo di stile musicale potrebbe risultare molto indigesto.
Continui cori a più voci che richiamano le soluzioni hardcore di stampo old-school caratterizzano questo lavoro fornendogli quel tono di protesta ricercato dalla band a mio avviso.
Colpisce sicuramente la open track "Ein gespenst" per il pezzo parlato proposto a metà song e "Un giorno qualunque" per le soluzioni delle chitarre che richiamno molto le song di stampo russo.
Continui stop n'go e divagazioni che richiamano anche altri generi oltre che l'hc melodico contribuiscono a rendere meno pesante l'assenza dei ritornelli nelle varie song.
In ogni caso, se volete avere un idea più precisa di quello che questi ragazzi propongono sul loro sito è possibile ascoltare interamente tutto il cd: www.airesis.org
Buon ascolto.
www.hatetv.it
Nato con la collaborazione di Not My Records e i milanesi Minnie's, Spettri si manifesta suscitando nel sottoscritto dubbi e certezze.
I dubbi in realtà sono molto pochi e superficiali e riguardano la produzione. E sul come un gruppo hardcore possa scrivere testi di tale intensità senza franare nella retorica e demagogia. I dubbi si sciolgono come neve al sole dopo l'ascolto completo del disco perchè quest'ultimo è esattamente così come doveva essere. Punto.
Le certezze sono tutto il resto, a partire dai concetti di partenza.
Il collettivo Airesis predilige l'aspetto comunicativo a quello iconografico escludendo persino la presenza di qualsiasi ritornello nel corso dei quattordici brani suonati. Non troverete i loro nomi o le loro fotografie ma solo una copertina brulicante di maschere mutuabili dai Tre Allegri Ragazzi Morti.
Il disco, protetto da Copyleft, è di ambito hardcore, ma cercando neanche troppo a fondo rileverete tratti folk (che vanno oltre l'uso delle chitarre acustiche) e persino cantautorali, nel senso settantiano del termine.
Airesis, eresia. L'eresia sta nel prendere le distanze da alcune cose comuni e "normali" del nostro tempo. A partire dalla questione internet.
Questo gruppo di eretici capitolini insorge contro la faciloneria e il make-up della rete, la masturbazione collettiva della "scena" italiana che va a braccetto con la pugnalata alle spalle e con lo sputtanamento vicendevole. Una scena dove si naviga nella merda, dove c'è qualcuno che rosica e ciò che riesce a rosicare è sempre e solo merda.
Spettri è un lavoro sociale più che politico in cui l'impatto sonoro è forte ma è niente se confrontato alla forza delle parole. Anche se il brano che si fa preferire è forse il più politico di tutti: di "Discorsi del Cazzo" condivido la durezza e la condanna nei confronti dello stupro revisionistico della storia senza peraltro assecondarne le generalizzazioni. Questo brano e "Ein Gespenst" (bello il parlato), sono principio e chiusura di un disco non facile, e per questo da scoprire, leggere, sentire. Un disco che può richiedere tempo e può scomodare l'intelletto.
Spettri è interamente fruibile sul sito ufficiale degli Airesis, sarebbe un delitto non dare almeno un ascolto.
Io il tempo me lo sono preso e ho scomodato il cervello. Al momento mi considero onorato di aver ricevuto il cd e di aver ascoltato una delle cose più interessanti di tutto il 2007.
www.lamette.it
Dietro questo disco, opera prima di un gruppo relativamente giovane (si è formato nello stesso anno dell’uscita del full-lenght che vado qui a recensire, dopo una precedente esperienza come Strict-Line), si nasconde – e neanche in maniera poi così occulta – un progetto ambizioso. Spettri è infatti accompagnato da un manifesto programmatico, in buona sostanza condivisibile, a proposito del peer to peer come mezzo di diffusione e dell’importanza del copyleft, per contrastare gli interessi pseudo-divistici che stanno incancrenendo il circuito punk-musicale. Il gruppo ci tiene altresì a sottolinearmi che non si aspetta di essere facilmente digeribile, dal momento che i pezzi sono privi di ritornelli e incentrati prevalentemente sul piano comunicativo.
Gli Airesis propongono quindi 14 pezzi effettivamente molto ben strutturati e forti di un ordito lirico personalissimo e al limite del cantautoriale, ma che non fatico affatto a classificare come hardcore melodico. Melodia, batteria sparata stacchi arpeggiati, soletti, stop and go frenetici: direi che gli ingredienti ci sono tutti, compresa una certa scelta di riff funzionale all’incastro.
Prodotto indubbiamente interessante, forte anche di un ottimo lavoro per quanto riguarda il booklet (ottime le illustrazioni interne, relative alla Santa Inquisizione, accompagnate oltretutto da foto particolarmente crude). Il tutto però all’interno del suo genere. Se la melodia è nelle vostre carte, dunque, gettonate tranquillamente. Altrimenti fate tanto di cappello alle idee e documentatevi meglio sul sito ufficiale qui sotto.
www.dagheisha.com
Potrei scrivere per ore ed ore dell’attitudine punk e anti-copyright del progetto denominato Airesis, di quanto sia in sintonia con loro e con la politica del copyleft che adottano o dei testi antifascisti; solo che sono qui per parlare di musica principalmente e non di altro. Anche perché non è necessario essere in armonia con le idee di una band per apprezzarne la musica. Sorti dalle ceneri di progetti precedenti, gli Airesis si definiscono un collettivo composto da un bassista, un batterista, un cantante e due chitarristi, con in testa l’idea di un rock democratico e comunitario, senza tutti gli enormi interessi finanziari in gioco e le foto in posa da fotomodello. Musicalmente, com’era facilmente prevedibile, suonano un classico punk-hardcore cantato in italiano, senza infamia né lode: in alcuni tratti mi ricordano la Banda Bassotti, in altri le Pornoriviste e in altri ancora i Klaxon. La registrazione è quella che ci si deve attendere da una band con queste attitudini etiche: decente ma non stratosferica, senza fregarsene la ricerca minuziosa dei dettagli o dei suoni perfetti. Le potenzialità, comunque, ci sono: ‘Il Ritorno Del Sole’ è un’ottima canzone, così come lo è ‘Parentesi’, solo che sono due episodi sporadici all’interno delle quattordici tracce del cd che risultano gradevoli ma un po’ troppo simili tra loro e a molte altre canzoni.
www.staypunk.it
Gli Airesis (ex Strict-Line) da Roma sono senza dubbio un gruppo interessante. A prescindere dal gusto personale penso che a nessuno sia permesso di etichettarli come banali o poveri di contenuti, come purtroppo una grossa fetta di band nostrane. Già questo è un buon motivo per onorarli di un ascolto. Non vi dovete neanche sbattere nel cercare di scaricare il disco perchè loro lo hanno reso completamente ascoltabile in streaming sul sito www.airesis.org. Caratteristica distintiva della band è certamente il modo di impostare la musica come mezzo di trasmissione del loro pensiero. Non ho mai amato analizzare ed elogiare le band per quelle che sono le loro posizioni ideologiche o politiche poiché non conoscendo i ragazzi personalmente non posso constatare se i loro sono semplici esercizi di stile, comuni alla stragrande maggioranza delle band hardcore, oppure, come spero per gli Airesis, un impegno concreto che parte dall’umiltà e dal rispetto reciproco. In ogni caso in questo “Spettri”, licenziato la scorsa primavera con l’aiuto della Not My Records di Torino e la band milanese Minnie’s, le liriche più che gli accordi la fanno da protagonisti. 14 brani traboccanti di denuncia, delusione, disincanto; 14 testi che raccontano storia italiana passata e presente ruotando intorno ad un fulcro fatto di resistenza ed antifascismo. Piuttosto che una band, si definiscono un “collettivo” che si fa portatore di idee a livello sociale e culturale. Condivido e trovo particolarmente interessante la critica volta alla frammentazione della scena musicale underground italiana fatta di microreltà, clan ristretti che non collaborano tra loro, anzi si compiacciono nel denigrarsi ed ostacolarsi vicendevolmente. Tutto ciò poggia, dal punto di vista strettamente musicale, su discrete basi hc melodico. Ricordano un po’ L’invasione degli omini verdi soprattutto per il connubio velocità-testi in italiano o i Good Riddance se vogliamo fare un paragone internazionale. Tuttavia qui c’è un po’da lavorare. Loro stessi mi informano nella presentazione del disco che si tratta di un lavoro di non facile ascolto ( per tutta la sua durata non troviamo neanche un ritornello ). Certo è una loro scelta compositiva, a questo proposito però mi vengono in mente gli Strike Anywhere che coniugano perfettamente il piano comunicativo del brano a quello melodico e musicale. Il vero problema è che le linee vocali sono tutte troppo omogenee e l’ascoltatore potrebbe deconcentrarsi dopo un breve ascolto. Trovo invece molto brillante e innovativa l’idea di arricchire i brani con parti acustiche che ricreano atmosfere tipiche di cantautori italiani come Guccini o De Andrè che, come leggo nella loro biografia, sono fonte di ispirazione e fanno parte del loro background musicale. È un lavoro da ascoltare e riascoltare prima di riuscire a dargli un giudizio completo. Il parere finale è in ogni caso più che positivo, soprattutto tenendo presente che si tratta di un disco d’esordio. I margini di miglioramento ci sono ma questo “Spettri” è uno dei dischi più interessanti del passato 2007 in ambito italiano. Spero di sentire ancora parlare degli Airesis.
www.noizeitalia.com
Primo album per gli eretici Airesis, collettivo punk romano che sforna un album autoprodotto (con l'aiuto della Not My Records e dei lombardi Minnie's) che lascia senz'altro un segno sia musicalmente che per le tematiche trattate. Proprio per questo aspetto vi rimando al "manifesto" della band stampato sul retro del booklet e, più comodamente, sul sito ufficiale.
Le sonorità a cui si fa riferimento sono quelle classiche del punkcore old school ma non mancano disgressioni e soluzioni più "progressiste" come nell'uso di chitarre acustiche che danno un tocco più ruspante alle canzoni. Tanta la carne al fuoco e bisogna ammettere che sono parecchi i singoli pezzi che ti rimangono in testa grazie ad una melodia particolarmente azzeccata ("Il Fuoco", "Il Ritorno Del Sole") o per le soluzioni particolari (come nel finale concitato di "Ein Gespenst"). Da citare anche giustamente la canzone antifascita "Un Giorno Qualunque" e la citazione dei Propaghandi di "Parentesi".
Un album quindi molto convincente che lascia una traccia anche dopo l'ascolto nudo e crudo. Consigliato agli amanti del genere e non solo.
www.undertheory.com
Punk hardcore melodico con testi in italiano impegnati e 14 tracce che difficilmente si dimenticano per la loro completezza e bellezza.
Dalla capitale arriva questo quintetto che porta il nome di Airesis, incazzati ma con intelligenza non perdono mai botta in nessuna canzone contenuta nel cd, disco autoprodotto ma dai suoni curati e potenti.
Dopo il primo ascolto sembra quasi di sentire un cd cantautoriale, le liriche sono così dirette e ben scritte che si stenta a credere siano messe in un contesto veloce e sporco di chitarre distorte.
“Il Ritorno Del Sole” in certi tratti strizza l’occhio a Guccini e “Un Giorno Qualunque” potrebbe tranquillamente diventare un inno da manifestazione.
Non spaventatevi dal numero consistente delle canzoni, arrivati all’ultima “Discorsi del cazzo” vi verrà voglia di fare repeat nel lettore e giunti ad ascoltare l’acustica “Ultima istanza” vi ritroverete a pensare che in circolazione ci sono ancora gruppi che credono veramente in ciò che scrivono.
Non posso far altro che consigliarvi l’acquisto del loro cd a questo punto, lo potete ordinare a questa mail merch@airesis.org
| Release | April 04, 2008 | ||||||||||||||
| Published | June 27, 2008 | ||||||||||||||
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