c'era un tempo in cui, dopo aver messo su il vinile, non avevo la presunzione di poter dire se un disco mi piacesse o meno se non dopo averlo ascoltato per l'intero pomeriggio. mentre studiavo lasciavo che i suoni mi attraversassero lasciandomi dentro frazioni, atomi del disegno globale, del loro senso compiuto, finchè pian piano qualcosa dentro mi diceva che quel disco era bello davvero.
i milanesi ellissi nel cerchio mi hanno riportato con la memoria a quei giorni e all'esigenza di riprendere tempo e fiato.
non aspettarsi nulla dal primo ascolto è l'unico approccio possibile, solo lasciar fare alle tracce in loop.
alle esplosioni sonore, ai controtempi, all'impianto strumentale scarno ma potente, ad una voce ancora immatura, forse, ma dalle grandi potenzialità.
solo dare il tempo di emergere a piccole scintille nascoste nei testi all'ìnterno di lunghi brani progressive.
forse sbaglio o esagero, ma questo disco è un piccolo gioiello.