experimental electronic indie alternative
| | 1 | Un giorno come un altro | | 5:54 |
| | 2 | Alba industriale | | 3:56 |
| | 3 | Avverbi di negazione | | 6:16 |
| | 4 | Cielo nero | | 5:37 |
| | 5 | Segnali di vita | | 5:36 |
| | 6 | Città aliena | | 4:58 |
| | 7 | vertigine | | 4:18 |
| | 8 | L'inquietudine | | 4:44 |
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UN GIORNO COME UN ALTRO
Luna, puoi nascondere i miei sguardi da queste verità che di giorno non comprendo
Quando, sai, manca oscurità e gli occhi miei divagano senza percepire
Mare, ti prego non lasciarmi ancora su questa riva
Non c’è spazio per sdraiarsi e far morire l’ultimo pensiero
Mentre la pioggia cade ancora spersa
Tornando a casa brucerò i ricordi intorno a me: sono labili, vagamente ironici
Un giorno come un altro ed io allargo il vuoto intorno a me,
Mi sento fragile volutamente ansiogeno
Vento, sei di nuovo qui con me, una spinta ancora verso un mondo ignoto
Quando ormai ti rendi conto che è più facile salvare che inventare un sogno
Quando ormai ti rendi conto che è più facile salvare che inventare un sogno
Tornando a casa brucerò i ricordi intorno a me: sono labili, vagamente ironici
Un giorno come un altro ed io allargo il vuoto intorno a me,
Mi sento fragile volutamente ansiogeno
CIELO NERO
L’universo è un campo di biliardo dove le divinità giocano con il tempo
L’universo è solo un enorme campo di biliardo dove le divinità perdono il nostro tempo
Mentre il freddo avvolge le paure di chi passa distratto
Paura di giorni senza emozioni, paura di giorni senza stupore
E allora in coda per l’ultimo sogno, sperando che qualcuno torni
Qui da me a raccontarmi ancora di un cielo nero e di stelle artificiali
Implodono tra schegge colorate mentre spazi di cellophane mi soffocano dentro
L’universo è una fabbrica di sogni dove grandi insetti neri mangiano la mia anima
L’universo è solo un’enorme fabbrica di sogni
Dove grandi insetti neri mangiano dentro la mia anima
Ma io non resterò qui seduto in disparte mentre fuori è tempesta
Cosa sento non l’ho detto mai, ma questa vita mi ha perso se io ora perdo te
E allora in coda per l’ultimo sogno, sperando che qualcuno torni
Qui da me a raccontarmi ancora di un cielo nero e di stelle artificiali
Implodono tra schegge colorate mentre spazi di cellophane mi soffocano dentro
Registrato e masterizzato tra gennaio 2007 e settembre 2008

| Genre | Indie, elettronica, rock | ||||||||||||||
| Release | October 27, 2008 | ||||||||||||||
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