playlist artwork#12 this weekSTANZE REMOTE

by Marco De Luca

Tracks

1 4:37 1432 listens
2 5:25 641 listens
3 4:12 304 listens
4 5:37 231 listens
5 5:29 224 listens
6 5:02 173 listens
7 3:36 130 listens
8 4:37 126 listens
9 4:55 130 listens
10 5:43 105 listens
11 4:37 109 listens
12 4:35 126 listens

About this album

  • Updated: 10/02/2009

 

 L'album STANZE REMOTE uscito nel 2006 è stato composto e registrato completamente da me  nello studio di casa mia ed è un lavoro a cui sono particolarmente affezionato e anche se un pò    artigianale credo di essere riuscito a creare un particolare sound che spero piaccia agli ascoltatori.Le mie influenze musicali vanno dai cantautori italiani come Battiato a gruppi inglesi come i Cure. 

 

The tracks of this album are published under a Creative Commons licence, check the licence associated to each track.

Reviews for "STANZE REMOTE"

20 reviews


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Luigi Vercotti

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Luigi Vercotti • 2009-07-11 13:00:23

Di rado m'è capitato di vedere tante buone idee alla deriva in un mare di suoni in cui non s'intravede approdo. Se un disco del genere fosse stato prodotto negli anni '80 sarebbe stato accolto come un miracolo d'inventiva. Purtropo l'home recording ha fatto passi da gigante e le nostre orecchie hanno elevato le loro aspettative. Il consiglio è dunque questo: trovare una band o un produttore che sappia mettere le mani su questo materiale. E' piu una preghiera che un consiglio, perché, liberate dalle impurità del suono, queste gemme possano mostrare agli scettici il loro splendore.
Sacco

fuori dagli schemi

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Sacco • 2009-05-21 17:45:46

Mi sono imbattuto per caso in questo disco, ma attratto dal titolo e dalla bella copertina mi sono fermato ad ascoltarlo. Occorre premettere una cosa: molto spesso la differenza tra un lavoro professionale e uno fatto in un home studio è data dalla traccia vocale, sia per la capacità tecnica del cantante sia per la qualità della registrazione. In questo disco Marco De Luca risulta convincente sotto il primo aspetto: l’interpretazione vocale è davvero uno degli aspetti positivi del lavoro qui proposto. Non si può dire però altrettanto del secondo, dato che la resa sonora della voce è senza dubbio uno dei limiti che si riscontra nell’ascolto. Poco male, almeno per me, perché il disco è comunque degno di nota. Il sound creato infatti è compatto, scarno nel senso positivo del termine e gli arrangiamenti offrono soluzioni spesso originali. Le chitarre taglienti e aspre a volte sembrano estraniarsi dal contesto delle canzoni, quasi suonare per conto loro per poi tornare sulla base sottolineando così quel senso di emarginazione e disillusione che anche le parole dei testi in italiano fanno emergere. Belli in ogni caso i fraseggi e soprattutto mai banali. Mi è piaciuta anche la sezione ritmica, semplice ma funzionale al contesto. Il disco offre anche qualche apprezzabile momento in cui cala la tensione come nel brano Oltre la fine, dove un tappeto di synth sostiene la voce qui impegnata in una parte più melodica rispetto alla media o nella ballata elettrica L’assente dove dominano chitarre ricche di delay. Ma è nei pezzi più disperati come le iniziali La caduta e Maschere che il disco dà il meglio di sè. Solo alcune tracce non mi sono piaciute completamente (ad esempio Qualcosa), ma probabilmente questo dipende dai miei gusti personali. In conclusione, belle idee e un sound originale caratterizzano Stanze remote: se si va al di là di qualche evidente limite tecnico della registrazione, è un lavoro da scaricare ed ascoltare spesso, ma solamente da chi non cerca ritornelli accattivanti, arrangiamenti classici e soluzioni commerciali.
a.dimuzio

Idee interessanti ma ascolto alcuanto difficile.

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a.dimuzio • 2009-02-23 19:25:26

Parto dalle cose che mi sono piaciute: le idee appunto. I testi sono interessanti, mai banali e a volte ricchi di ricerca. Alcuni accostamenti musicali sono decisamente originali e "coraggiosi", mi hanno riportato ad anni addietro quando per la prima volta ascoltai i Prozac+ (specialmente in "La Caduta"). La ricerca e` ben ispirata (io c'ho sentito piu` i Cure che Battiato, ma probabilmente perche` sono piu` sensibile a quelle sonorita`). Altra nota molto positiva (che spesso viene trascurata), la copertina! Decisamente attraente! Ed ora la parte che non mi ha entusiasmato: la registrazione e` a mio avviso da rivedere: non perche` "artigianale" (in genere amo le registrazioni da garage) ma perche` non esalta la parte vocale. Quella specie di eco applicato alla voce la rende molto poco incisiva, all'ascolto bisogna quasi andarla a cercare. Spesso gli attacchi cominciano con un "pop" abbastanza fastidioso. Spesso mi e` venuto il dubbio che la parte musicale sia stata suonata in tempi diversi rispetto alla voce, e le due tracce ricomposte non vanno troppo insieme. Spesso le chitarre si accostano male alla base, specialmente con i livelli nelle parti piu` acute. Le due chitarre che alle volte si sovrappongono hanno lo stesso livello, rendendo spesso i due suoni mal distinguibili e un po confusionari. Proprio a causa di questi problemi l'ascolto (ripeto, per me) risulta piuttosto difficile, ed e` un peccato perche` le idee di base mi sono parecchio piaciute. Grazie di aver condiviso questo lavoro con noi, mi ha comunque attirato al punto da scrivere la recensione ;-)
lenia

but...something is missing

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lenia • 2009-12-10 22:52:39

Although the voice has much passion and the songs quite atmospheric i think that it has to do with the instruments. Not well performed and maybe not very remarkable. On the other hand i must say that it is a good job and that you have lot more show with your music! Please don't take this bad. Who am I anyway?
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