playlist artwork#12 this weekCoprofollia

by Burdello

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Tracks

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2 2:10 1500 listens
3 4:14 1356 listens
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5 2:59 898 listens
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7 1:09 453 listens
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10 3:37 502 listens
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13 3:46 441 listens
14 2:28 935 listens

About this album

  • Updated: 11/07/2007
“ Coprofollia” è l’album d’esordio dei Burdello: un disco irriverente, ironico e gioioso, un vero e proprio viaggio nei vari generi musicali, con testi spassosi e parodici. Se adorate il trash e la libera fantasia, non perdetevi questo debutto discografico.
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Reviews for "Coprofollia"

3 reviews


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rastienovic

Irriverente, vario, da morir dal ridere!!!

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rastienovic • 2007-07-17 18:00:58

Un disco irriverente, ironico e gioioso, un vero e proprio viaggio nei vari generi musicali, con testi spassosi, parodici (paranoici?), ricchi di dialettismi e di modi di dire popolari veronesi; senza scomodare mostri sacri come Zappa o Elio, i Burdello hanno il coraggio di urlare ciò che molti pensano ma non osano sussurare, come nell’invettiva d’apertura contro un vigile pignolo e intransigente. La seconda traccia (“Son greso”) è un rock & roll, e può essere considerata il manifesto programmatico del gruppo, l’esaltazione del fancazzismo, un invito a lasciarsi andare ai piaceri primari e liberare il prorio istinto animale: bere- fumare-pisciare-scoreggiare-masturbarsi in allegria, senza sensi di colpa. C’è spazio anche per il lamento di uno sfigato incapace di comunicare con una ragazza, un lento che poi accelera ed esplode (“Ti mando un fax”). In “ciclo mestruale” il periodico problema femminile per antonomasia non condiziona l’attività sessuale, anzi la rende un’esperienza esaltante, almeno secondo la voce della special guest Fede, che invita candidamente il compagno a possederla:la traccia si chiude con un orgasmo liberatorio. Dopo aver infilato la “Testa nel cesso” per i postumi di una sbornia, l’approccio con una ragazza va finalmente a buon fine a ritmo di rap (“Fikorie”). Con l’ heavy metal demenziale di “Spachemo tuto” i Burdello giocano a fare i cattivi persino in sacrestia. In “Tropicalismo” il ricordo va ai trenini e agli strusciamenti da studio televisivo, il suo ritmo latino ci coinvolge e ci trascina fino all’immancabile erezione, dolorosa per intensità e durata: una canzone questa da consigliare al dj delle feste nella taverna di un vostro amico, come del resto il brano raggae successivo, con la voce stralunata di Ricci in “maledetto nordest” che mette a nudo e sbeffeggia la società dell’utile e del produttivo a tutti i costi, la mentalità del piccolo industriale (“Il prodotto interno lordo tanto lordo non è,la partita iva è partita perché…il mio capannone in zona industriale non mi sembra tanto male..la punzonatrice ha una sola nota che fa.… maledetto nordest”…). La canzone termina con un dialogo death metal in dialetto tra il capo dell’azienda e il suo operaio,accusato di essere uno scansafatiche, un tossico. Il testo di “Cag8”, con musica alla Depeche Mode e la voce campionata di Er monnezza-miliam, descrive dettagliatamente i dolori di uno stravolgimento intestinale: la colonna sonora ideale di uno dei primi film con Lino Banfi o con il duo Franco e Ciccio alle prese con dissenteria e flatulenza maleodorante. La canzone successiva, “L’uomodonna” mette in risalto i vantaggi dell’essere un transessuale: abile ed esperto non solo di pratiche sessuali ma anche di problemi estetici femminili “cintura nera di Ka masutra…un supereroe che non ha bisogno dell’assorbente”. Il disco, dopo una traccia dedicata ai “piti”, i tacchini, che si ribellano all’inserviente che li deve vaccinare (o dopare?) e diventano simbolo di una imminente rivoluzione aviaria nei confronti dell’uomo oppressore, si chiude con un coro dedicato ad un celeberrimo personaggio della Bassa Veronese, Mario Mona, osannato per le sue qualità di grande bevitore, un “santo bevitore”che preferisce sacrificare se stesso piuttosto che danneggiare la damigiana di vino rosso trasportata sulla sua bicicletta.
Tadd Euro

Bello, divertente ed irriverente :-)

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Tadd Euro • 2011-06-29 13:05:06

A me il disco è piaciuto molto e ricco di citazioni degli elii e ci sono dei pezzi che sono piccoli capolavori come "Urbano" e "Nord Est". Bella la variazione neoclassica di "Uomodonna". E complimenti per il coraggio di cantare irriverentemente temi scomodi come "Ciclo mestruale" (a me non è piaciuta ma avete il mio plauso solo per aver partorito una canzone del genere) Aspetto altri capolavori ;-)
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