Questi otto pezzi sono il prodotto di due sessioni estemporaneee, registrate il 30 e 31 luglio 2011.
Contrariamente alle mie abitudini quasi maniacali, ho impiegato un solo giorno (23 agosto) per il missaggio. Come unico intervento ho equilibrato alcuni livelli, lasciando intatti gli altri difetti: piccoli rumori, fisiologiche stecche..... Lo scopo è quello di conservare il sapore "live" di una breve esibizione acustica.
La bonus track, aggiunta a mò di postilla, risale a 20 anni fa, e proviene da una registrazione su MC.
Unico strumento utilizzato una vetusta Pedro Martinez, un pò martoriata nei tasti bassi da anni di usi impropri, ma a mio avviso ancora dotata di un bel suono.

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Reviews for "Otto pezzi rudimentali"
10 reviews
Sono degli schizzi questi brani, ed hanno il fascino artigianale di cose imperfette e preziose.
A me questo suono di chitarra un po' chiuso, ovattato, fa venire in mente l'erba verde dei vent'anni che non tornano più, certe serate a casa di amici annegate tra il vino e le note.
Ognuno fa della musica che ascolta quel che gli pare: e, per me, questa musica è ricordo e nostalgia.
Commovente e bellissimo.
Grazie
Very little, but this is very intresting stories :)
Très jolis morceaux de guitare acoustique enregistrés avec beaucoup de naturel, sans artifices, presque en "live" .
Mentre lo ascolto con attenzione il mio pensiero si fissa subito sull'africa. Non so perchè ma qualcosa nelle note rievoca in me la bellezza tribale di canti masai. Longilinee figure danzanti intorno ad un fuoco.
Anche il suono della chitarra spesso mi ricorda quello della mbira (strumento tradizionale africano).
Sono bozze sonore, ruvide e nello stesso tempo armoniose, che alle mie orecchie suonano come una prefazione a qualcosa di più grande e potente.
Mentre lo ascoltavo con la mente aggiungevo sinth e chitarre :-)
gut gemacht
Dobra,interesująca muzyka.
Bardzo dobry album.
Dzięki,pozdrawiam.
Ciao...ho ascoltato i tuoi album e trovo interessante la tua ricerca minimale... "scavando" nel suono e nelle sue "possibilità"...questo album...solo con la tua chitarra penso esprima chiaramente il tuo intimo dialogo...
...non è un caso che nell'intimità della solitudine riemerga con l'avanzare dei riff, l'identità della vita vissuta e la sua sintesi in due giorni di libertà musicale...Così dall'incedere del Riff1 cresce una nostalgia dal tenue sapore bossanova..e poi magicamente una finestra ("rombo") si apre agli armonici "post" della bellissima "riff6" e siamo nella stanza successiva dei suoni nuovi ...sul confine...
per questo motivo mi è piaciuto quest'album ...
Il desiderio di andare oltre una identità musicale (...raggiunta con la semplicità comunicativa o a costo di sacrificio tecnico-ginnico non ha nessuna importanza...)...un'implosione, o come in questo caso una finestra che si apre verso la libertà dei suoni...per poi ritrovare alla fine lo stesso "Murolo" (riff7) dopo 20 anni.....
("A tempo"...bellissima come ipotetico tema centrale del film "Caos Calmo" con Moretti)...
mi piace un sacco il valzer finale con drum machine vagamente Stranglers di man in black.
Con la premessa scritta e la consueta umiltà di chi suona e scrive... Alfonso, ci sono un sacco di cose in questi riff, riferimenti colti ad un certa avanguardia europea, abbiamo delle origini comuni, sono d'accordo con chi scrive: immagini e suoni di un tempo trascorso, struggenti, molto belle, molto attuali, se avesse preso quella strada la musica, ma sto parlando di un mondo che non c'è, anche questo è struggente. Le preferenze: forse Rombo e il Riff 7 ma, sono in realtà tutti connessi e particolari, noto con piacere l'inizio e la fine, le due minitracce... se John Cage, quanti minuti di silenzio ha fatto? Ne bastavano forse molti di meno!