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Dalla prima all'ultima traccia si passa da uno stile all'altro con agilità e leggerezza, si sente che i due Fluydo hanno parecchia esperienza e sarei pure curioso di sentirli dal vivo per capire cosa si portano dietro, quale strumentazione usano. Non so, dal vivo io me li immagino con un paio di ampli per basso e due Mac.....
Bella la grafica delle copertine, non sono riuscito a capire però perché invece di pubblicare un mini album con quattro traccie, ne hanno pubblicati quattro da un solo brano, comunque io preferisco l'ultimo pezzo “4/7”.
Non è il mio genere ma è musica fatta bene, da persone competenti e sincere...cacchio devo andare a lavorare!!!

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noise sound nation - Not In My Noise

noise sound nation

Not In My Noise

09/06/08

questo mi piace!
lo sto ascoltando con le casse del mio vecchio portatile, vi consiglio questo ulteriore fastidioso rumore aggiunto, le mie poi saturano anche un po'...bravi

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ditelo...
Avete mai fatto una gita fuori porta, magari alzandovi presto la domenica mattina e aspettando i vostri amici in ritardo almeno per mezz'ora?
Quando i vostri amici arrivano, iniziate ad accordare gli strumenti, stappate due birre e suonerete roba del genere!

Da un punto di vista musicale useranno due accordi ed una scala pentatonica, ma c'è gente che con due accordi e soprattutto con la pentatonica ci ha fatto la storia della musica.
Non li ho sopportati per niente, ad un tratto mi hanno fatto rimpiangere i miei amati Diaframma perchè sembravano una loro versione da "oratorio progressista".

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Noctiflora - En To Pan

Noctiflora

En To Pan

08/06/08

Non scrivo quasi mai recensioni su jamendo perchè non ho molto tempo e perchè forse appaio un po' cattivo. Ma questo gruppo lo trovo troppo confuso, monotono nel senso che questa musica è priva di sbalzi.
Ad ascoltarlo tutto di un fiato sembra un unico ed interminabile brano, inoltre i suoni degli strumenti e il missaggio sono proprio brutti.

Al posto loro avrei aspettato un altro anno di prove e di perfezionamento dei brani per poi provare a registrare magari curando di più i suoni degli strumenti tutti.

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ho letto che è stato registrato nel '98, oggi andrebbe anche di moda (scusate il termine lussurioso) visto la tendenza alla canzone d'autore degli ascoltatori contemporanei.
tre brani ben suonati e molto diversi tra loro; se devo proprio buttarmi sintetizzerei in generi con il primo brano "chanson francaise", il secondo "irish", il terzo "latino"...bravi!

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musica per ragazzi o per deficienti?
questo album è inascoltabile, soprattutto se spacciato per farlo ascoltare ai "giovani", inclusi quelli dell'azione cattolica (visto i testi inneggianti al Signore).
vi ricordo uno scritto di Adorno (potete leggerlo su Dissonanze) sulla musica per l'infanzia, dove in sintesi, dice che è offensivo trattare i più piccoli come dei deficienti non in grado di ascoltare e/o studiare musica anche complessa; lo stesso discorso, a mio avviso, vale anche per il testo.

il mio dubbio è che da molti italiani jamendo viene utilizzato per pubblicare della musica in modo frettoloso. lo dimostra il fatto che questi artisti non inseriscono quasi mai un testo descrittivo: tutto così in fretta solo per pubblicare, un uso musicale-maniacale tipo youtube dove tutti possono esibirsi ed, in questo caso, farci ascoltare delle cose inutili.
attenzione, io non credo che il fare musica sia per i pochi eletti, però bisogna impegnarsi solamente per il rispetto di chi ci ascolta.

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Non c'è armonia, non c'è composizione nè improvvisazione.
sembra un disco suonato da un pianoforte meccanico programmato per riprodurre note in random; il suono del pianoforte e degli altri strumenti sono pessimi da pianola Bontempi degli anni '80 usata fuori contesto.
Mi sono impegnato ed ho letto le parole del sito dell'artista dove non sono riuscito a capire l'uso di forti termini come "patria", "azione", Italia e "fuoco sacro di Roma".

Un po' di umiltà farebe bene a tutti: sia ai contrari allo studio della musica che ai grandi virtuosi. L'importante è sempre l'essenza e l'esistenza del suono: quello che puoi pesare nelle mani, quello che dalle orecchie ti arriva dentro. Pensiamo che la musica è fatta (anche) per gente che la ascolta: impegniamoci ad immaginala dentro di noi prima di esteriorizzarla (questione di gusto e rispetto reciproco).

NB
spero che la mia onestà possa essere intesa come costruttiva, qui non si vince o si perde.
Se le mie parole verranno ritenute offensive, non scriverò mai più niente di negativo su un mio ascolto. D'altronde siamo abituati così: nella critica ufficiale si parla sempre bene di tutto, spero che Jamendo sia diverso!

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mi dispiace, sembrerò severo, forse cattivo: ma non cresce mai questo brano!
il primo minuto mi da una sensazione simile all'ascolto di G. Ligeti ma poi i sintetizzatori si ammosciano, anzi: l'orecchio si abitua all'eterno tappeto della composizione. non ci trovo nemmeno una "circolarità", qualcosa che ritorni o fugga, solo monotonia.

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c'è quel pizzico di Intona Rumori alla Russolo che mi ha colpito dalla prima traccia. Mi piace anche l'uso della stereofonia e la composizione è ben strutturata come del resto il titolo.
giustamente dura poco!
bravi, bis: perché non facciamo qualcosa insieme?

 
 

Personal data

ANTONIO MAINENTI takes part in Binauralmedia collective (Nodar, Portugal). ENG (b. 1978, Sicily, Italy) is a singer, musician, composer and instrument builder. His first sound experiences, when he’s five years old, are made with a red and black Phonola tape recorder: he records sounds of environment, unusual bawls, rattles and improvisations. The tapes have gone lost. He’s ten years old when he starts studying guitar and music theory. During his teen years he begins his first musical experiences in rock, folk and improvised music. At the age of 18 years old he moves to Rome, where he studies musical history, ethnomusicology, singing, composition, improvisation, harmony, guitar and musical theory in general. Additionally he participates in the first anthology of Italian popular singing curated by Silvano Spadaccino. Following the roman period, he returns to Sicily, where he collaborates with several jazz and contemporary ensembles, continues his researches in ethnomusicology and dedicates to idiosyncratic reinterpretation of old Sicilian songs. Also he starts to be interested in the research of social and political Italian folk songs. He participates in several radical music projects along with musicians coming form the free jazz world. Since 2001 he is involved in importing and distribution of professional and popular instruments from all over the world, building a remarkable experience in non-western music and instruments. In 2006 one of his songs was included in the first anthology of Sicilian folk music. He works in soundtracks and composition, collaborates in a video production and in 2003 starts to be involved in teaching projects, developing a personal approach to the construction of sound objects and musical instruments. He directs workshops in schools and universities, where is able to explore the areas of sound objects, body and environment sounds. Gradually he moves away from music in “strictu sensu” towards an approach of “total sound”. For the improvement of his theoretical background, he researches Luigi Russolo’s “rumori”, John Cage’s silence, the musique concrète of Pierre Schaeffer and Pierre Henry, Antonin Artaud’s creativity, Schoenberg’s teachings in harmony and the musical critique of Theodor Adorno. PT nasce em 1978 na Sicilia (Itália). Actualmente vive em Viseu, Portugal. Inicia as suas primeiras experiências sonoras com a idade de 5 anos, utilizando um gravador Phonola vermelho e preto para gravar sons do ambiente, vozes insólitas, ferro-velho e improvisações. Essas cassetes acabaram perdidas. Aos dez anos inicia o estudo da guitarra e da teoria musical; nos anos da adolescência envolve-se com o rock, com a improvisação e com a música tradicional. Aos dezoito anos transfere-se para Roma, onde estuda história da música, etnomusicologia, canto, composição, improvisação, harmonia, guitarra e teoria musical em geral. Neste período apaixona-se pela pesquisa vocal e pela música contemporânea. Adicionalmente participa na “primeira antologia de canto popular italiano” dirigida pelo maestro Silvano Spadaccino. Após o período romano volta à Sicília, fazendo parte de formações Jazz e contemporâneas, ocupando-se de pesquisa etnomusicóloga e da reinterpretação idiossincrática de antigos cantos sicilianos. Interessa-se igualmente pela pesquisa de cantos políticos e sociais italianos. Participa em projectos de música radical com instrumentistas provenientes da área do free-jazz. A partir de 2001 ocupa-se da pesquisa, importação e distribuição de instrumentos musicais profissionais e populares do mundo, maturando uma assinalável experiência no campo das músicas e dos instrumentos não ocidentais. Em 2006, uma sua interpretação fez parte da primeira antologia da música popular Siciliana. Trabalha em composições e bandas sonoras, colabora com uma produção vídeo e no ano de 2003 inicia o envolvimento em projectos didácticos, desenvolvendo um percurso pessoal de construção de instrumentos musicais e objectos sonoros. Dirige laboratórios em escolas, universidades, etc. relacionados com a construção de objectos sonoros e com a pesquisa de sons do corpo e do ambiente. Gradualmente afasta-se da música num sentido estrito para privilegiar cada vez mais o universo do “som total”. No seu percurso formativo teórico serviu-se de estudos sobre os “rumori” de Luigi Russolo, o silêncio de John Cage, a música concreta de Pierre Schaeffer e Pierre Henry, da criatividade de Antonin Artaud, até os ensinamentos de harmonia Schoenbergiana e da crítica musical de Theodor Adorno. ITA nasce nel 1978 in Sicilia (ITA). Le sue prime esperienze sonore, dai cinque anni, sono con un registratore Phonola a cassetta rosso e nero con cui registra suoni d’ambiente, voci inconsuete, ferraglia e improvvisazioni: le cassette però sono andate perdute. A dieci anni inizia lo studio della chitarra e della teoria musicale; negli anni dell’adolescenza si occupa di musica rock, improvvisazione e di musica tradizionale. A diciotto anni si trasferisce a Roma dove studia storia della musica, etnomusicologia, canto, composizione, improvvisazione, armonia, chitarra e teoria musicale in generale. In questo periodo si appassiona di ricerca vocale e di musica contemporanea, inoltre partecipa come cantante alla “prima antologia del canto popolare italiano” diretta dal maestro Silvano Spadaccino. Dopo il periodo romano ritorna in Sicilia e suona in formazioni jazz e contemporanee, si occupa anche di ricerca etnomusicologica e della riproposta in chiave personale degli antichi canti di Sicilia; si appassiona inoltre alla ricerca di canti politici e sociali italiani. Partecipa a progetti di musica radicale con musicisti provenienti dall’area del free-jazz. Dal 2001, si occupa della ricerca, importazione e distribuzione di strumenti musicali professionali e popolari dal mondo, maturando una notevole esperienza nel campo delle musiche e degli strumenti non occidentali. Nel 2006 una sua interpretazione è stata inserita nella prima antologia della musica popolare Siciliana. Si occupa di composizione e colonne sonore, collabora con una produzione video e nel 2003 inizia ad occuparsi di didattica sviluppando un suo personale percorso sulla costruzione di strumenti musicali autocostruiti e oggetti sonori. Tiene dei laboratori nelle scuole, nelle universita’ e privatamente sulla costruzione degli oggetti sonori e sulla ricerca sonora da”trovare” nei corpi e negli ambienti. Man mano la sua ricerca si allontana dalla musica in senso stretto per prediligere sempre di piu’ l’universo del suono totale. Si occupa di costruzione di oggetti con materiali insoliti o di riciclo per poterli poi utilizzare anche come veri e propri strumenti musicali d’orchestra. Il suo percorso formativo teorico si avvale di studi sui “rumori” di Luigi Russolo e i “silenzi” di John Cage, della padronanza scientifica di Pierre Schaeffer ed Pierre Henry e della creativita’ di Antonin Artaud, fino agli insegnamenti dell’armonia Schoenberghiana e alla critica musicale di Theodor Adorno. E’ un appassionato di cinema e soprattutto di cucina, a suo avviso una forma espressiva molto vicina a quella musicale, collabora con riviste cartacee ed online, fa parte del collettivo artistico “binaural” che ha sede a Nodar (PT). Si è esibito in Italia e in Europa