| | 1 | marranzanata: jew's harp atmosphere (trad.) | | 9:46 |
| | 2 | purpu: tout de go | | 5:50 |
| | 3 | all loop c/o gogo | | 2:35 |
| | 4 | Zorba | | 4:33 |
| | 5 | jew's harp a gogo | | 9:19 |
| | 6 | mou | | 6:39 |
| | 7 | please, don't go | | 4:56 |
| | 8 | mercurius solubilis 18 LM | | 4:52 |
| | 9 | my voice in black (fur Johann Caspar Schmidt) | | 9:48 |
Ce texte n'est pas disponible dans votre langue, nous l'affichons donc dans sa langue originale.
da sand-zine Alfredo Rastelli
gran bella musica
[...]Sempre Antonio Mainenti è protagonista del secondo lavoro in oggetto e cioè il proseguo dell’avventura del Canzoniere Sintetico, alla seconda uscita dopo il bellissimo cd-r (nei posti più alti della mia graduatoria 2006) licenziato dalla net-label rudiMENTALE qualche mese fa. Prima di scrivere del disco premetto che questa è una recensione anomala, dal momento che il lavoro in questione non è ancora uscito ufficialmente (né si sa se uscirà) ma è in attesa di trovare i fondi per essere pubblicato; dell’operazione se ne occupa il collettivo Produzioni Dal Basso, presso il quale (vedere link) è possibile prenotare una copia del futuro cd (quante se ne vogliono, in realtà), e così dargli una speranza di pubblicazione. È questa chiaramente una scommessa per gli autori così come per i finanziatori ma, se posso darvi un suggerimento, non fatevelo mancare (il prezzo è di appena cinque euro). In “at go go” il Canzoniere si presenta dimezzato, con il solo Tirriddiliu a coadiuvare Mainenti nell’uso di scacciapensieri, chitarra classica, laptop, voce, loops machine, effetti, percussioni. Il disco, registrato dal vivo a Napoli nel maggio 2006, ha un difficile compito; dura, infatti, è eguagliare in bellezza e originalità un disco come quel “Teufeltanzmasken” di cui sopra, ma i due escono a testa alta da questa sfida. La rilettura dell’iniziale Marranzanata: jew’s harp atmosphere (trad.) ci proietta subito in quello spirito di paese, con il suono reiterato di uno schiacciapensieri, via via doppiato dalla una chitarra acustica e da un tappeto elettronico che prelude ad un dialogo esaltante tra laptop e chitarra acustica nel successivo brano, purpu: tout de go. È un disco più studiato, meno teatrale e cazzaro del suo predecessore (non ci sono le voci, ad eccezione di intermittenti campionamenti nel finale), forse anche meno improvvisato e più concentrato sui contrasti tra acustico e digitale ma altrettanto affascinante e compiuto. Tracce come Zorba e mou**, ci mostrano il Canzoniere Sintetico come un gruppo immerso nel folk e nelle proprie radici cui l’elettronica fa da sostegno e da punto di fuga. Jew’s harp at go go, please, don’t go e my voice in black (für Johann Caspar Schmidt***), di contro, vedono invece nettamente prevalere l’elettronica. In definitiva “at go go” è un disco bellissimo, a tratti malinconico e umorale; fate in modo che questo lavoro possa vedere la luce.

| Genre | experimental electronic folk | ||||||||||||||
| Sortie | 07 décembre 2007 | ||||||||||||||
| |||||||||||||||
Pour afficher cet album, copie et colle ce code HTML sur ton blog.