Burdello - Coprofollia
Coprofollia

par Burdello 

 

 

14 titres

44:55
 
1Urbano
 
 
4:06
2Son Grezo
 
 
2:10
3Ti Mando un Fax
 
 
4:14
4Intro Ciclo
 
 
1:19
5Ciclo Mestruale
 
 
2:59
6Testa nel Cesso
 
 
3:33
7Fikorie
 
 
1:09
8Spachemo Tuto Reloaded
 
 
4:19
9Tropicalismo
 
 
2:43
10Maledetto Nord Est
 
 
3:37
11Cag8
 
 
4:13
12Uomodonna
 
 
4:19
13La Fabrica dei Piti
 
 
3:46
14La Leggenda di Mario Mona
 
 
2:28
 
 

Description

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“ Coprofollia” è l’album d’esordio dei Burdello: un disco irriverente, ironico e gioioso, un vero e proprio viaggio nei vari generi musicali, con testi spassosi e parodici. Se adorate il trash e la libera fantasia, non perdetevi questo debutto discografico.
 



Critiques sur Coprofollia

Trier par
 
 

Un disco irriverente,
ironico e gioioso, un vero e proprio viaggio nei vari generi
musicali, con testi spassosi, parodici (paranoici?), ricchi
di dialettismi e di modi di dire popolari veronesi; senza
scomodare mostri sacri come Zappa o Elio, i Burdello hanno
il coraggio di urlare ciò che molti pensano ma non osano
sussurare, come nell’invettiva d’apertura contro un
vigile pignolo e intransigente. La seconda traccia (“Son
greso”) è un rock & roll, e può essere considerata il
manifesto programmatico del gruppo, l’esaltazione del
fancazzismo, un invito a lasciarsi andare ai piaceri primari
e liberare il prorio istinto animale: bere-
fumare-pisciare-scoreggiare-masturbarsi in allegria, senza
sensi di colpa.
C’è spazio anche per il lamento di uno sfigato incapace
di comunicare con una ragazza, un lento che poi accelera ed
esplode (“Ti mando un fax”).
In “ciclo mestruale” il periodico problema femminile per
antonomasia non condiziona l’attività sessuale, anzi la
rende un’esperienza esaltante, almeno secondo la voce
della special guest Fede, che invita candidamente il
compagno a possederla:la traccia si chiude con un orgasmo
liberatorio.
Dopo aver infilato la “Testa nel cesso” per i postumi di
una sbornia, l’approccio con una ragazza va finalmente a
buon fine a ritmo di rap (“Fikorie”).
Con l’ heavy metal demenziale di “Spachemo tuto” i
Burdello giocano a fare i cattivi persino in sacrestia. In
“Tropicalismo” il ricordo va ai trenini e agli
strusciamenti da studio televisivo, il suo ritmo latino ci
coinvolge e ci trascina fino all’immancabile erezione,
dolorosa per intensità e durata: una canzone questa da
consigliare al dj delle feste nella taverna di un vostro
amico, come del resto il brano raggae successivo, con la
voce stralunata di Ricci in “maledetto nordest” che
mette a nudo e sbeffeggia la società dell’utile e del
produttivo a tutti i costi, la mentalità del piccolo
industriale (“Il prodotto interno lordo tanto lordo non
è,la partita iva è partita perché…il mio capannone
in zona industriale non mi sembra tanto male..la
punzonatrice ha una sola nota che fa.… maledetto
nordest”…). La canzone termina con un dialogo death
metal in dialetto tra il capo dell’azienda e il suo
operaio,accusato di essere uno scansafatiche, un tossico.
Il testo di “Cag8”, con musica alla Depeche Mode e la
voce campionata di Er monnezza-miliam, descrive
dettagliatamente i dolori di uno stravolgimento intestinale:
la colonna sonora ideale di uno dei primi film con Lino
Banfi o con il duo Franco e Ciccio alle prese con
dissenteria e flatulenza maleodorante. La canzone
successiva, “L’uomodonna” mette in risalto i vantaggi
dell’essere un transessuale: abile ed esperto non solo di
pratiche sessuali ma anche di problemi estetici femminili
“cintura nera di Ka masutra…un supereroe che non ha
bisogno dell’assorbente”. Il disco, dopo una traccia
dedicata ai “piti”, i tacchini, che si ribellano
all’inserviente che li deve vaccinare (o dopare?) e
diventano simbolo di una imminente rivoluzione aviaria nei
confronti dell’uomo oppressore, si chiude con un coro
dedicato ad un celeberrimo personaggio della Bassa Veronese,
Mario Mona, osannato per le sue qualità di grande
bevitore, un “santo bevitore”che preferisce sacrificare
se stesso piuttosto che danneggiare la damigiana di vino
rosso trasportata sulla sua bicicletta.

29/06/11

A me il disco è piaciuto molto e ricco di citazioni degli elii e ci sono dei pezzi che sono piccoli capolavori come "Urbano" e "Nord Est".
Bella la variazione neoclassica di "Uomodonna".
E complimenti per il coraggio di cantare irriverentemente temi scomodi come "Ciclo mestruale"
(a me non è piaciuta ma avete il mio plauso solo per aver partorito una canzone del genere)

Aspetto altri capolavori ;-)

26/03/08

Testi stupendi e buona musicalità, davvero divertenti ^^ complimenti!!



 

Informations sur l'album

ITA
Genre Rock demenziale
Sortie 15 juin 2006
Publication 11 juillet 2007
Ecoutes 10957 Téléchargements 757
Favoris 33 Playlists 19    
Critiques 3 Note moyenne 8.7/10

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