Questa è la prima volta che mi concedo l'opportunità di ascoltare questo genere musicale. Ne ho sentito parlare, in passato: era un qualcosa legato a certe rappresentazioni poetiche da salotto degli artisti, dove la musica interagiva direttamente con le poesie recitate fuori campo. Quindi pensai non trattarsi di un genere musicale vero e proprio, piuttosto di un commento sonoro, una specie di colonna sonora plasmata sulle parole, insomma. Sono 20 anni che faccio musica, di generi ne ho studiati e questo, anche se non lo comprendo (ma lo apprezzo, in quanto espressione dell'anima), mi sembra più unico e coraggioso di tutti. Ho letto alcune recensioni di altri tuoi album e, con rammarico, mi rendo conto che c'è sempre qualcuno che trova meno faticosa l'offesa piuttosto che l'ascolto ragionato. Ma è una materia da Conservatorio, quindi scuola, quindi fatica! Ho sempre creduto più nelle critiche che negli elogi, ma in questa sede mi è sembrato gratuito ed inutile. In ogni caso credo sia difficile "votare" questi lavori: il voto è un numero, il numero matematica, la matematica è logica; la Musica non lo è. Stò scrivendo questa recensione perchè sento che non ci si debba lasciare influenzare dal primo ascolto. Già al secondo, infatti, si scopre un certo nonsochè di melodico,le emozioni emergono. L'assenza di ritornelli, variazioni e finalini non mi scandalizza affatto e tante delle mie cose sono così, senza tecnica, senza canoni. Ho sempre creduto nella musica come mezzo di espressione: se non mi sono sbagliato, di cose da dire tu ne hai e non poche. Accetta i complimenti di un profano, recitati con la sorpresa di chi ha appena scoperto che la musica può essere sublime e diversa allo stesso tempo; diversa da come tutti la intendiamo.
Mi tengo un punto nel cassetto, non per non dare un dieci al tuo lavoro, ma perchè, da profano del genere quale sono, finirei per essere poco credibile!
Tuo omonimo, d'arte e di fatto!