se ancora non avete ascoltato nulla del progetto "The Providence" questa è la volta buona per foraggiarvi le orecchie. Bloody molla gli ormeggi e parte in quarta, sveste i panni umili e timidi del pur ottimo esordio e sforna un mini-album con i controattributi. Ci sono le solite citazioni che rimandano a famose pellicole horror, tanti omaggi a maestri del terrore. Romanticismo moderno unito al sapore gotico trasversale ad attimi industrial-tecno-metal. Un gran bel mix di influenze. Questa volta canta Bloody (poco) e canta benissimo!
Inizia tutto con l'inquietante cantilena fanciullesca di "Never sleep again" che fa da preliminare al macabro amplesso musicale. Pronti via e si parte con "Tall man", un inesorabile viaggio nella paura, già si inizia a percepire il malvagio sound che porta fino a "slasher", la traccia più dura e veloce dell'album (anche la mia preferita). Chiude la contro-intro "Cursed", leggerissimo arpeggio dove sul finire si ode il campionamento che implora:" Lasciami...vattene..."