PER I MORTI DELLA QUARANTASETTESIMA
Risalire a quel dorso di monte
Su per l’antico silenzio
Per i campi quieti nella sera
Fra i bifolchi stanchi che discendono
E smuovere le foglie
Rivedere gli occhi chiari dei morti
Toccare le ombre delle siepi
Lasciare l’anima perdersi pei rami
Nelle voci che tremano sui fuochi
E il corpo s’acquieti
Riudire la pioggia sciacquare le rive
Sopra le grida scoppi e mitragliere
Il sonno dei bimbi nelle case chiuse
Nel vento che spinge la porta nel cortile
E credere ai ricordi
Riportare lassù quel che ci rimane
Sedere al confine delle valli perdute
Nel muschio odoroso dietro ai castani
Sentire il passo di Loro che salgono
E appena chiamarli
E distendersi sotto fragili voli di luce
Nei capelli freschi dell’acqua nascosta
Nell’ombre sepolte delle ossa
Chiudere gli occhi chiari dei morti
E dormire nella notte
Gino (Ubaldo Bertoli)
Da “ Vento del Nord” n.14 di Sabato 4 agosto 1945