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      CommentAuthorjanohusso
    • CommentTime16 Jan 2007 modificato
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    Un po' d'Informazione per gli artisti italiani : purtroppo la materia è piuttosto complessa, poiché enti quali ENPALS e SIAE non sono molto 'trasparenti', e pochissimo aggiornati; per giunta ci sono forti modifiche negli ultimi giorni.

    Per chiarire, ribadirò concetti probabilmente già noti:

    - l'ENPALS è l'ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo (l'INPS per i musicisti, i ballerini, gli attori ed i calciatori)
    - la SIAE è l'ente che si occupa di riscuotere i diritti (royalties) dei compositori/autori/editori di opere creative (musicali, testuali, video)

    SIAE...
    Al primo versi i contributi per ogni spettacolo da te prestato.
    Al secondo, il direttore dell'esibizione paga una cifra dipendente dal tipo di audience, spettacolo, ecc. e l'artista consegnava un borderò su cui sopra ci sono scritti i brani licenziati dalla SIAE che sono stati suonati. Infatti, ad oggi non è più così.
    Il metodo borderò sembra sia andato in pensione dal 1 Gennaio 2007, leggete qui:
    Riforme SIAE

    In precedenza bastava un errore sul borderò, ovvero:
    - una canzone non registrata SIAE
    - un errore ortografico (un'accento, una doppia)
    - scrivere il nome del gruppo invece di uno degli autori della canzone
    per annullarlo e far aggiungere la somma ad un monte specifico in cui confluiscono tutti i diritti versati non associati ad alcun autore (insieme ai pagamenti forfettari di radio, discoteche, locali, ecc.) che è ridistribuito seguendo le classifiche di vendita.

    Quindi, se non registrato alla SIAE, un autore non DOVEVA scrivere i propri brani sul borderò.

    Purtroppo, per una carenza legislativa (il più grande scoglio è proprio qui) il compenso forfettario alla SIAE deve essere pagato comunque (dal gestore del locale, beninteso), anche se gli esecutori della serata eseguissero solo brani di proprio pugno.

    Eppur mi è giunta voce (che non ho avuto modo di confermare) che basta produrre al tuo ufficio di zona un'autocertificazione firmata da un rappresentante del gruppo e l'organizzatore, con copia dei documento di identità, dove si dichiara che i brani eseguiti non sono editi, e conseguentemente non sono soggetti al pagamento della 'tariffa' SIAE.

    Comunque basta farsi due calcoli (spese di iscrizione ~ 220 euro il primo anno ~ 80 euro gli altri) per capire che, a meno di un numero veramente importante di date, un gruppo emergente non potrà comunque riceverne un grande servizio.

    Inoltre, una volta che la riscossione dei diritti è stata 'ceduta' alla SIAE, ovvero, ci si è iscritti. anche azioni come mettere online le proprie canzoni sul proprio sito costa: non possono essere fatte senza opportune delibere e pagamenti.

    Vedete sul sito della SIAE per crederci.


    E la SIAE con l'ENPALS ?
    "A seguito della convenzione con l'ENPALS la SIAE si è fatta carico di supportare l'ente previdenziale per alcune parti burocratiche, come ad esempio le iscrizioni e la consegna dei libretti. Inoltre ha assunto la specifica funzione di CONTROLLORE ossia i funzionari SIAE possono verificare che l'agibilità di un gruppo o di una compagnia o di un artista o di un tecnico sia in regola. In caso di irregolarità è tenuta a darne comunicazione all'ENPALS ma in nessun caso può prendere provvedimenti diretti tipo la sospensione dello spettacolo o qualche sanzione di tipo economico.
    L'ENPALS è un ente di previdenza obbligatorio e tutela l'artista da un punto di vista contributivo. La SIAE invece tutela i diritti d'autore (cioè i brani). L'iscrizione SIAE non è obbligatoria. L'iscrizione ENPALS invece lo è, anche se suonate a livello amatoriale. Ci si può divertire tra amici solo in privato. Se invece si suona davanti ad un pubblico, anche gratis, bisogna avere il certificato di agibilità. Unica agevolazione: non si pagano i contributi."

    Fonte: Edumus.com
    Altri chiarimenti sull'ENPALS: Sindacato Musicisti


    CC
    Licenze Creative Commons ce ne sono di tutti i gusti, così come di altre licenze CopyLeft: sono semplicemente varianti dello standard CopyRight: tutti i diritti riservati. Con il nostro gruppo abbiamo usato quella una SA-NC ShareAlike-NonCommercial per pubblicare i nostri due EP autoprodotti. I nostri fan possono copiarsi i dischi in santa pace, i podcast personali, i portali di musica libera ci sono aperti senza alcun problema di sorta. Come se avessimo dato loro il permesso, uno ad uno, in una volta sola!

    L'unico fondamentale appunto è ad oggi che non si può registrare un brano licenziato CC alla SIAE, pena l'annullamento della licenza.


    Marca d'autore
    Ciò non toglie che devi trovare un modo giuridico per mostrare la proprietà dell'autore (permettetemi di non entrare nel merito della discussione filosofica sul concetto di proprietà in questa sede).

    La prima cosa da fare è spedirsi una raccomandata con ricevuta di ritorno facendosi apporre il timbro postale internamente e sulla
    chiusura della busta. Ma nessuno sembra saperne valutare la validità legale. La SIAE offre anche un deposito a questo fine, ma non ricordo il prezzo annuo. Andare da un notaio è la scelta più opportuna, sarebbe però molto dispendiosa.

    Come aggiri la cosa? Apponendoci una marca temporale digitale, al fine di indicare che effettivamente in quella data voi eravate in possesso di una sua copia.

    In Italia esiste un'associazione che si propone di apporre una marca temporale ad una cifra irrisoria (a tutti gli effetti un semplice contributo): 1€/20Mbyte di informazione. Prendi il CD, lo fai in MP3, ci alleghi i testi, gli autori, la copertina; lo zippi, lo consegni e te lo restituiscono con la firma digitale valida 4 anni.

    Quest'associazione è CopyZero Online.


    Bollino SIAE
    Ad oggi, il bollino SIAE deve essere apposto su ogni opera venduta (anche promozionale) per contrassegnarne la validità, SEMPRE. Per chi non è registrato alla SIAE, non costa molto, credo circa 3 centesimi a bollino (se invece si è iscritti, il prezzo lievita, sui 40/50 centesimi, ma si è parzialmente rimborsati), ma è piuttosto complicato riuscire ad averli, poiché di solito è il produttore 'fisico' dei CD a richiederli.

    Ad una nostra domanda, gli incaricati (Bari, poi Napoli), dopo una lunga latitanza ci hanno in qualche modo consigliato di non apporli per poche centinaia di copie fatte in casa. Abbiamo rimandato questa pratica al prossimo CD, tanto in ogni modo la vendita dei propri lavori ad un banchetto durante un concerto è già illegale.

    Ah, che mondo difficile. ;)


    Ed adesso, non siete curiosi di sapere in quale gruppo suono? :)
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      CommentAuthorblackera
    • CommentTime15 Feb 2007
     permalink
    si sono curioso :D
    grazie tutto molto utile......
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      CommentAuthorOutsounds
    • CommentTime26 Feb 2007 modificato
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    salve. nel paragrafo riguardante creative common license [CC], leggo: "non si può registrare un brano licenziato CC alla SIAE" ... e quindi anche il contrario suppongo... ma se è così temo di cover chiedere la cancellazione dei miei brani che ho messo su jamendo, visto che sono regolarmente depositati alla siae. [per il momento li ho sottoposti a maschera]
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      CommentAuthorFabrix
    • CommentTime1 Mar 2007
     permalink
    janohusso ha scritto: L'iscrizione SIAE non è obbligatoria. L'iscrizione ENPALS invece lo è, anche se suonate a livello amatoriale.

    In realtà, se non ho capito male, per esibizioni a livello amatoriale, ricadenti in certi termini definiti dal comma 188 della legge finanziaria 2007, l'enpals non è obbligatorio:
    http://www.dirittodautore.org/page.asp?mode=Articoli&IDQ=84
  1.  permalink
    Eh si sembrerebbe proprio così, quindi tutti coloro che già versano i contributi previdenziali obbligatori e suonano a livello amatoriale non devono effettuare l'iscrizione ed il pagamento all'ENPALS. :cool:

    Ottimo questo thread! :wink:
    • CommentAuthoreurosete
    • CommentTime13 May 2007
     permalink
    Per la questione della proprietà dell'opera si può utilizzare anche la posta certificata, che in Italia ha valore legale. Basta comprare una casella PEC e autospedirsi i brani sulla casella PEC. Una mail così ha lo stesso valore di una racomandata. Con Aruba il tutto vi costa circa 5 euro all'anno.

    Ciao!
    • CommentAuthorclarotta
    • CommentTime19 May 2007
     permalink
    La posta certificata è una grande FREAGATURA: dopo 30 mesi perde di validità e resti senza protezione!!!
    Col sistema di CopyZero, invece, puoi estendere la validità della marca temporale indefinitamente, apponendone una nuova prima della scadenza di quella vecchia (ossia ogni 4 anni).
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      CommentAuthorombra
    • CommentTime26 Oct 2007
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    Quindi se ho ben capito, anche nel caso in cui uno stampasse un cd con brani sotto Creative Commons e anche se il cd fosse distribuito gratuitamente o dietro offerta, in teoria bisognerebbe apporre il bollino SIAE. Giusto?
    Oppure, essendo musica non coperta da SIAE, si puo' non farlo?
  2.  permalink
    Se il tuo CD viene distribuito gratuitamente allora il bollino non serve. Se invece vendi il CD, ovvero guadagni, allora il bollino è obbligatorio. In ogni caso calcola che il bollino è necessario solo se il CD viene venduto in territorio italiano, per il resto del mondo non hai bisogno di fare nulla e puoi vendere tranquillamente il CD.
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      CommentAuthorakungba
    • CommentTime14 Nov 2007
     permalink
    ragazzi grazie infinite di tutto, mannaggia ma perchè bisogna arrangiarsi noi e districarsi tra queste complicazioni burocratiche? io ogni volta mi sento soffocare, mi gira la testa...e perdo il filo.
    grazie davvero!
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      CommentAuthorThePeach
    • CommentTime27 Nov 2007
     permalink
    riporto qui un link ad una notizia uscita oggi di cui penso possa essere molto interessante seguirne gli sviluppi:
    http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6488
  3.  permalink
    Molto interessante l'articolo che seguiro con interesse!!! perche' propio ora stiamo facendo un disco e nonostante che noi abbiamo una proposta di contratto discografico,non siamo molto convinti di aderire.La nostra piu' probabile decisione sarà di:Pubblicare i nostri brani e autoprodurci il cd.Chi vuole si scarica il cd in formato rete chi vuole l'originale gli verra' spedito per posta ad un prezzo ragionevole tipo indie cd e mandiamo a quel paese tutti gli intermediari io ho quasi 50 anni una volta i gruppi erano pagati per partecipare ad un evento musicale ora se vuoi partecipare devi fare l'iscrizione sobbarcarti di tutte le spese spesso incollarti gli strumenti e l'amplificazione per 2 lire qundo va bene.Se vuoi iscriverti ad una selezione minimo ti partono €150 sarebbe ora di piantarla fate suonare chi sa fare un po di buona musica e devo dire che qui se ne trova molta ciao a tutti Stefano.
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      CommentAuthorskude 182
    • CommentTime19 Jan 2008
     permalink
    :devil::devil::devil::devil::devil::devil::devil::devil::devil::devil::devil:
    Con ciò esprimo la mia rabbia verso queste "protezioni"...che in fin dei conti non servono a nulla...xkè la SiAE, e tutto il mondo, lo sanno benissimo che ci sono software che permettono di downlodare gratuitamente...e fin quando venderanno i masterizzatori non potranno lamentarsi...che si mettano d'accordo...
    Scusatemi se non sono stata chiara...ma ho drinkato di brutto staseraaaaaaaaaaaaaa!!!
    E non sono del tutto sobria...:rainbow:
  4.  permalink
    Non solo ma sono covinto che chi vuole un cd originale con una qualita' audio superiore deve comunque comprare l'originale sia per l'audio che per la copertina il bollino ecc. che distingue comunque una copia dall'originale tutti questi giri burocratici servono solo ad arricchire le case discografiche la siae l'empals,lasciando a bocca asciutta chi come noi la musica la fa e la suona il download a noi a dato visibilita' e la possibilita' di farci conoscere e questo è uno dei motivi che ci spinge a continuare su questa linea di condotta.Anche se stamperemo i nostri inediti e metteremo in vendita il cd troverete sempre le nostre canzoni disponibili in altri formati audio per il download gratuito e legale promesso da OverFourteen New in the music.
    • CommentAuthorangus89
    • CommentTime5 Feb 2008
     permalink
    salve! vorrei un chiarimento sulle licenze: se il mio lavoro ha scopo commerciale quali licenze posso utilizzare? parlo di una colonna sonora da utilizzare per un documentario.
    2Distribuisci ogni opera derivata sotto la stessa licenza" non va bene vero?
  5.  permalink
    Se vuoi utilizzare la licenza c.c.per uso commerciale devi contattare l'artista e metterti daccordo con lui per il compenso a lui dovuto,come è giusto che sia
    mentre se vuoi utilizzare una licenza c.c.per uso non commerciale quindi non ricevi un guadagno dall'opera derivata puoi utilizzare tutto cio' che è rilasciato sotto l'uso della licenza che trovi nella pagina dell'artista,basta cliccare sopra l'icona e leggi tutto cio' che la licenza ti permette o non ti permette è comunque rispettoso avvisare l'artista anche per uso non commerciale,anche perche' ne trarresti un vantaggio pubblicitario per la tua opera.I bollini siae devono essere comunque apposti anche se vuoi regalare il prodotto finito,credo che per un prodotto offerto in regalo i bollini costano meno credo intorno a € 0,036 ciao un saluto da Stefano ( OverFourteen New in the music )
    • CommentAuthorangus89
    • CommentTime10 Feb 2008
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    grazie per la risposta
    ho contattato l'artista che mi ha lasciato libero di utilizzare la sua musica all'interno della licenza.
    Je ne parle, moi non plus, pas italien.
    Vous pouvez utiliser tout mes travaux comme bon vous semble pour les vôtres.
    Pour toute question sur les crédits, voir http://artlibre.org

    Poichè lui non parla italiano e io non parlo francese (usiamo entrambi i traduttori on line) non riesco a capire come posso utilizzare la sua musica. Ho chiesto alla siae: mi hanno risposto che con loro devo parlare solo di production music a costi molto elevati mentre io vorrei usare la musica di qs artista rilasciato sotto licenza artlibre.org ma il documentario che sto realizzando sarà allegato a un libro (quindi a scopo commerciale con bollino siae). Mi aiuti per favore?
  6.  permalink
    Ciao a tutti,
    volevamo partecipare a questa discussione perchè ci interessa in pineo, sia come iscritti SIAE che come autori di un'opera in CC.
    In linea di principio è tutto giusto, ma leggiamo qua e là qualche piccola imprecisione.

    Pur essendo usciti con un album in CC licenza 2.5 non opere derivate, che s'intitola "Volume 4" e quindi autorizzando la libera diffusione e copia privata, siamo regolarmente iscritti SIAE dal 1993.
    Noi crediamo che al momento la battaglia giusta, almeno per quanti come noi fanno della musica anche un mestiere, sia quella di portare la SIAE a liberalizzare il concetto di libera diffusione.
    Ossia un iscritto, in quanto iscritto e quindi associato pagante (vedi quote etc..) deve sì, essere tutelato sulle sue opera, ma gli stessi tutelatori (vedi SIAE) non dovrebbero imporre come e cosa tutelare.
    In pratica noi diciamo: SIAE tu ci tuteli, ma dacci anche la possibilità di scegliere dove non tutelarci.
    Permettici quindi di poter far scaricare la nostra musica liberamente senza incorrere nelle leggi anti-pirateria (che dovrebbero interessare altri fattori più pesanti come la copia masterizzata per poterla rivendere).

    Non è proprio esatto dire che iscriversi alla SIAE sia inutile.
    A parte che esistono tante altre società estere per la tutela e quindi non siamo obbligati a scegliere quella italiana per forza...ma se apsettiamo di fare soldi solo dai borderò stiamo freschi.
    Piuttosto essere iscritti SIAE è utile ogni qualvolta si faccia un uso commerciale della propria opera (passaggi radio-televisivi, cinema, teatro, partecipazioni a compilation allegate ai giornali, streaming internet etc...).
    Noi siamo usciti con l'album in CC perchè crediamo sia giusto dare anche la possibillità di poter ascolare, scaricare e diffondere liberamente la nostra musica a tutti...ma non per scopi di commerciali...ossia non scaricare la nostra musica per rivenderla:1) sarebbe una guerra tra poveri 2) allora saresti sì un pirata.
    Chiunque faccia un uso commerciale dell'opera, e quindi le radio etc... deve pagare i diritti.
    Poi è chiaro che anche noi ci esibiamo in posti dove la SIAE non è proprio menzionata (come serate antagoniste, radio veramente libere etc...), se la serata ha un senso sociale e politico ne vale sempre la pena, ma dove c'è lucro con la nostra musica ...allora è giusto che anche noi si partecipi alla fetta di torta.
    Sull'ente pensionistico invece, è vero che facendo alcune dichiarazioni si può eludere l'onere.

    Ma vorremmo proporre una riflessione.
    Perchè in questo Paese si parla sempre di come non pagare, di cosa sia inutile pagare, di come sia inutile fare questo e quello...invece di pensare a proporre e farci garanti di un altro tipo di pensiero?
    Noi crediamo sarebbe giusto e civile riconoscere lo status di artista-musicista-tecnico, in maniera più sempolice e meno gravosa per le proprie finanze.
    Sarebbe bello che tutti fossimo sempre messi in regola, tutelati sugli infortuni (vi siete mai chiesti cosa succederebbe se cadeste da un palco, o prendeste la scossa?), agevolati economicamente nel fare la nostra attività, piuttosto che pensare subito al "ma che pagamo a fa'?"
    In altri Stati c'è un concetto diverso di impresa musicale ed escono più artisti anche perchè sono agevolati e nessuno si sogna di non pagare le tasse necessarie e mettersi in regola.
    Un nostro piccolo sogno è vedere le band suonare nei locali, con i contributi pogati, con un pubblico che arriva presto alle serate, con le serate che iniziano all'orario annunciato e sono gestite bene, con finanziamenti per la musica e con la possibilità di scegliere per il Copyleft liberamente.
    Grazie per l'attenzione, Frangar Non Flectar
  7.  permalink
    ..a parte qualche piccolo errore ortografico dovuto a una tastiera scamuffa...insomma si capisce no?
  8.  permalink
    Ciao a tutti. Sono un nuovo "iscritto" a Jamendo e avrei un po' di domande a proposito... Oltre che ad essere un appassionato musicista (tra l'altro sono pienamente d'accordo con frangarnonflectar) sto iniziando a muovere i primi passi da videomaker. Premesso di aver letto i post precedenti non ho capito molto la distinzione tra uso commerciale / non commerciale (in particolare nel mio caso). Dovrei realizzare un video per un ente da cui non riceverò nessun compenso economico e a cui non verrà dato alcun compenso economico se non l'autopromozione attraverso il video stesso. Ora la mia domanda (molto probabilmente banale) è quale tipo di licenza è possibile utilizzare (solo non commerciale o anche commerciale)? E per i bollini SIAE nel caso bisgnasse procurarli a chi spetta? A me o all'ente che utilizzerà l'audiovisivo?

    Grazie ancora in anticipo.
  9.  permalink
    Mmm, scusate piccola imprecisione... Il fatto di non sapere se utilizzare licenza commerciale o non commerciale deriva dal fatto che non verrò pagato in soldi ma "forse" (spero) con un premio e se quindi questo è considerato un "guadagno" o se si intende tale solo un pagamento.

    Grazie di nuovo!
  10.  permalink
    La Siae e C.C. sono 2 cose nettamente separate,l'uso di C.C non prevede sempre l'applicazione del bollino ma solo quando l'opera viene distribuita anche gratuitamente.Nel tuo caso credo che almeno l'onere del bollino lo debba pagare l'ente l'uso di C.C.non limita l'uso dell'opera ma serve solo a tutelarne i diritti.
    Questo significa che se la licenza C.C.prevede l'uso non commerciale e sei autorizzato dall'artista puoi utilizzarla comunque anche per uso commerciale restano comunque da pagare i diritti Siae sia per uso commerciale che non commerciale.

    Stiamo cercando un appassionato di montaggio video da inserire nell'organico del gruppo per realizzare dei video clip con i nostri brani,se tra voi c'è qualcuno interessato puo' contattarmi alla e-mail overfourteen@gmail.com
  11.  permalink
    Un chiarimento a frangarnonflectar la Siae non permette ai vari autori che anno registrato un brano in Siae di pubblicare lo stesso brano con licenza C.C. pena cancellazione iscrizione Siae e conseguente perdita dei diritti ciao.
  12.  permalink
    FREE MUSIC PROJECT

    Stiamo promuovendo l’iniziativa di un locale a Firenze per la pubblicizzazione di gruppi che intendono rinunciare all’esercizio esclusivo dei diritti di riproduzione e di comunicazione al pubblico, al solo scopo di consentire loro la filodiffusione, senza scopo di lucro, dei brani musicali in oggetto, in cambio di una pubblicità costante all’interno degli esercizi medesimi.
    Per fare questo abbiamo bisogno di una vostra dichiarazione di “Promessa al pubblico” che potete scaricare http://isilenti.files.wordpress.com/2008/05/filozero.pdf : commentando l’articolo potete lasciare il link al documento da voi redatto, come prova della vostra partecipazione all’iniziativa o spedirlo a nouscaffe@hotmail.it .
    Per informazioni http://www.costozero.org/wai/faq_filozero.html .
    Se aderirete all’iniziativa saremo felici di inserirvi nelle nostre playlist.
    Nous Caffè

    FREE MUSIC PROJECT

    We are promoting an initiative for an italian cafe, to advertise bands who intend to renounce the exclusive exercise of the reproduction rights and public communications, to the single purpose of allowing cable broadcasting, with no-profit purpose of those tracks, in return of a constant publicity inside the cafe.
    To be able to do this, we will need your declaration of no-registration at any intermediation groups (SIAE, IMAE, SCF or similar) that you can download here: http://isilenti.files.wordpress.com/2008/05/promessa-al-pubblico-eng.pdf This form need to be signed and sent to nouscaffe@hotmail.it. You can also write a comment to the post and include a link to the document.
    For additional information:
    http://www.costozero.org/wai/faq_filozero.html
    http://creativecommons.org/international/
    If you decide to participate to our initiative, we will be glad to play your albums in our playlists.
    Nous Caffè
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      CommentAuthorembryo
    • CommentTime15 May 2008
     permalink
    Ribadisco che non c'è più l'obbligatorietà dell'apposizione del bollino SIAE. La solita norma abrogata ma tenuta in vita per interessi di bottega.


    http://punto-informatico.it/2255435/PI/Commenti/Sed-Lex--Il-bollino-SIAE--Non-pi-ugrave--un-obbligo/p.aspx
    • CommentAuthorDave Mack
    • CommentTime15 May 2008
     permalink
    Ciao ragazzi.
    Scusate ma nn ci sto capendo un tubo..

    Io ho una Band, e stiamo realizzando un CD autoprodotto, vorremmo realizzare un CD a qualità medio-professionale da poter vendere a prezzo irrisorio ai live o ad amici e conoscenti(giusto per amortizzare la strumentazione acquistata per registrarlo), vorrei sapere cosa dovrei fare per essere tutelato dallo scippo dei pezzi, e per poterli vendere legalmente?

    Premetto, non siamo iscritti ne siae ne empals, e sinceramente non ne abbiamo ancora compreso i vantaggi, apparte che essere protetti, vedo solo una quantità non indifferente di euro che se ne vanno per ogni mossa...Mi potete aiutare?
    Grazie, Dave.

    :cry:
    • CommentAuthorDave Mack
    • CommentTime15 May 2008 modificato
     permalink
    Inoltre volevo dire.. Si posso depositare i pezzi in siae da una persona iscritta, che è esterna al gruppo, facendolo configuare come menbro anch'esso?
    Ma è vero che cè un ricavato suonando i pezzi depositati? se si quant'è?:cry:

    insomma... cercando in giro nn trovo nulla... che cosa mi serve SIAE e ENPALS??
    •  
      CommentAuthorembryo
    • CommentTime15 May 2008
     permalink
    Allora, come già scritto da Janohusso in modo meno esplicito, se l'attività live non è di una certa consistenza (come esibizioni e numero di pezzi suonati) e se non si raggiunge un certo importo di diritti di autore (di cui però non ricordo l'entità) il gruzzoletto rimane nelle tasche SIAE a maturare interessi nel loro corposo conto in banca .
    Per il riconoscimento dell'attività live, indipendentemente dalla paternità o meno della musica suonata, è il caso forse di andare sul sito dell'IMAIE
    http://www.imaie.it/

    La SIAE controlla solo i canali istituzionali (radio, televisioni, locali pubblici, feste di paese) ma non c'è nessuna garanzia di controllo per chi mette la propria musica sulla rete. La tutela scatta (sempre che i pezzi siano depositati) se l'artista o chi per lui scopre eventuali usi fraudolenti della propria opera in rete, ma per questo è già più che sufficiente la copertura della licenza CC.
    Insomma per i piccoli gruppi e per gli artisti poco o per nulla conosciuti la SIAE è solo un soggetto che prende e non dà nulla in cambio (dicesi anche parassita).
    Per un'alternativa a SIAE o a CC si può provare a vedere anche costozero.
    www.costozero.org/
    • CommentAuthorDave Mack
    • CommentTime15 May 2008
     permalink
    :confused: scusami ma imaie.it tutela chi suona qualcosa di gia prodotto non pezzi propri..o sbaglio?
    mentre su costozero nn capisco molto:cry::confused::confused:
  13.  permalink
    Credo di dover fare un passo indietro.Perche' pur essendo spronato da eventi avveniristici ho potuto constatare che tutti sono pronti ad approfittare per il download gratuito di un album,ma quando viene chiesta la collaborazione degli iscritti tutti fanno orecchie da mercante,questo credo che condizionera' molto le future pubblicazioni del mio gruppo,mi spiace molto dover fare queste dichiarazioni ma è la realta.Chi vuole capire capisca!!!
  14.  permalink
    overfourteen ha scritto: quando viene chiesta la collaborazione degli iscritti tutti fanno orecchie da mercante

    Ti capisco e so a cosa ti riferisci .... purtroppo vedo pure io che la comunità non ha molto "spirito di amicizia". Non lo dico con cattiveria ... ma è una constatazione. Una delle cose più difficili sembra essere proprio il dare ad altri "il piacere e la gioia". Molti uomini del passato e del presente lo hanno detto: c'è più piacere e gioia nel dare agli altri che a se stessi .... e che donare la gioia ad un altra persona arricchisce te stesso..... le cose più semplici sono le più difficili da vivere. Siamo ancora dei piccoli uomini ... che non sanno e non riescono neppure a credere ai veri miracoli.
 

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