Roma ( RM ) - Italia
Amministratore degli artisti : OPRACHINA
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Registrato : 20 Maggio 2007
Il Maniscalco Maldestro, John Coltrane
Con la premessa scritta e la consueta umiltà di chi suona e scrive... Alfonso, ci sono un sacco di cose in questi riff, riferimenti colti ad un certa avanguardia europea, abbiamo delle origini comuni, sono d'accordo con chi scrive: immagini e suoni di un tempo trascorso, struggenti, molto belle, molto attuali, se avesse preso quella strada la musica, ma sto parlando di un mondo che non c'è, anche questo è struggente. Le preferenze: forse Rombo e il Riff 7 ma, sono in realtà tutti connessi e particolari, noto con piacere l'inizio e la fine, le due minitracce... se John Cage, quanti minuti di silenzio ha fatto? Ne bastavano forse molti di meno!
E' un brano che viaggia e fa viaggiare, da poter sviluppare e ampliare come si vuole, la base c'è ed è esauriente. Molto bello
Ottimo lavoro collettivo, ogni compositore dà il suo contributo pur con le distanze e i diversi approcci a quello che noi cerchiamo di definire con un termine, uno stile o un genere. Per me è musica, certo si deve attirare l'attenzione, il jazz può far paura ai molti sprovveduti, ascoltare "Summer Jazz" sicuramente farà cambiare opinione. Personalmente posso dire che mi è stato vicino in un momento di particolare immobilità fisica... ottima cura per il corpo e la mente.
Bell'album da ascoltare, lavoro che ci colpisce subito per varietà e colorazioni, c'è molto tempo quà e si sente: Ci porta indietro sì, come dice l'autore ma, quando una chitarra suona viva e suona bene, "l'indietro" è presente e futuro insieme, non passerà mai. La costruzione dei brani è colta e si riallaccia alle grandi tradizioni citate con in più quella risoluzione personale latina e italiana in particolare che non finirà mai secondo me di affascinare chitarristi e non, quella cioè di risolvere l'accordo con una appropriata frase melodica che dà un groove, trasmette un feeling immediato all'ascolto.
in particolare Soul Inspiration, forse la più latina e particolare, forse perchè la sento più vicina a me come chitarra, io e Lino abbiamo la stessa età. Mi fermo quì, il lavoro scivola via che è un piacere e la cosa più importante e che si riascolta, cosa questa che non è tanto banale per i dischi di oggi, da noi fino all'ECM, bei lavori ma non si ascoltano in tutta la loro durata...
essential, contemporary and classic at the same time, ethnic, through the extemporaneity ... is only a flute!