Santa Maria Maddalena ( RO ) - Italia
Amministratore degli artisti : FAKoLL
Sito web : http://fakoll.altervista.org
Registrato : 18 Marzo 2008
Elettronica, Ambient, Idm, Noise, Sperimentale, Drum and bass
un album prevalentemente acquoso, pregno di acido. un acido che sgorga e scorre fluido, a volte estremamente denso, che corrode ogni superfice su cui si posa, e dissolve ogni oggetto che vi ci si immerge. un abum che prosegue con la distruzione di tutto ciò che vediamo. noi stessi compresi. per poi proseguire con un cambio di registro rappresentato da un cambio di elemento: l'aria. qui vedremo un improvvisato Icaro tentare disperatamente il volo, cercando, colmo di speranza, di raggiungere il punto più alto possibile. che questo Icaro sia proprio la nostra anima? l'unica cosa rimastaci dal precedente viaggio?
un album che si discosta da molte delle altre produzioni di Cupio Dissolvi, e che mi vede consigliarlo senza ombra di dubbio. un viaggio intenso e misterioso, la cui descrizione dettagliata segue qua sotto. si tratta comunque, ovviamente, delle mie soggettive sensazioni.
in dissoluzioni si navigherà all'interno di una capsula protetta alla scoperta dei suoni prodotti dalla dissoluzione delle più svariate cose/animali(?)/persone(?) non di rado immergendosi, scoprendo universi sottomarini inesplorati, dominati da una natura tanto meravigliosa quanto in fase di moria, e soppressa da operative industrie. questo fino alla brevissima pausa dei 13:42 che vedrà la riscoperta di una natura subacquea quasi incontaminata. apparentemente, la zona è vivibile. la navigazione procede accompagnati dallo squittio di un piccolo animale, mentre osserviamo onde di acido che attraversano e si dissolvono lentamente nel non più ben definito liquido in cui ci troviamo. l'acido ora aumenta e torna a saturare la zona. lamine d'acciaio piovono dall'alto dissolvendosi quasi alll'istante. voci (umane?) in lontananza. segue poi un'emersione, circondati da una stranissima pioggia di resti industriali e spore. nel finale una radio che galleggia, riprende misteriosamente a funzionare..
con hydrology ci si reimmerge repentinamente ed in profondità. ora siamo a corpo libero, e stiamo nuotando in un liquido apparentemente innocuo. improvvisamente un allarme suona alle nostre spalle. l'acqua si tinge intermittentemente di rosso, anche se non capiamo la provenienza della luce. creature marine scappano passando a pochi centimetri da noi. un strano marchingegno robotizzato passa lentamente sul fondo, ed a breve verrà di nuovo rilasciata una grande quantità di acido. noi, in mezzo, senza via di scampo. da qui vivremo in prima persona l'effetto corrosivo assieme a tutto ciò che ci circonda, in un'esplosione noise. il resto del brano prosegue mostrando null'altro che ciò che resta dall'attacco dell'acido, fluttuando per inerzia nel liquido attaraversato da occasionali correnti.
ALI di C'Era cambia ambientazione, seguendo i tentativi di un improvvisato Icaro, prima nella costruzione delle proprie ali, e poi nei primi (fallimentari) tentativi di volo. provando e riprovando. fino alla riuscita a cui si assiste attorno ai 5 minuti, ed a a cui seguirà un lungo volo, non privo di pericolosi sbandamenti, che causeranno involontarie evoluzioni. la salita si fa poi sempre più decisa, sempre più veloce. le ali si frantumano, ma non c'è modo di cadere. è stato raggiunto un punto di non ritorno dove è possibile solo fermarsi. o salire. la decisione è di procedere fino a sparire completamente.
first of all, sorry for my english, this is my first review in this language ^^;
since i liked all the tracks i'll point out the ones that i liked less or more. infact..
it's all perfect untill dr sonic starts, i don't like much the melody at the beginning, but then it starts becoming more fluid.
the title track is prolly my favourite of all the album, atmosphere, melody, it's all very good
and i really like dr hypersonic too, it's so dark. too bad that it's also so short..
then francesco malti starts and breaks the atmosphere of the prev track.. it may be a bad thing.. but it's so catchy that it will be forgiven xD
i also like the dark atmosphere of rework
i just would have liked more to have the actual first track, as last one. i like when an artist put something different as last track. but that's just me :)
well in conclusion.. good job! i wanna listen more of your works now ;)
inizierò con una breve analisi pezzo per pezzo per poi applicare il giudizio finale.
dopo il nexus theme, con una citazione a Photek nelle percussioni iniziali, the war of the animal planet prosegue con un'ambientazione più dark. ne apprezzo molto il passaggio tra i 00:36 e 1:03, ma proseguendo perde (o ne confonde troppo la) personalità, salvo un'altra ripresa ai 2:32 che però non dura a sufficienza.
la successiva the sirens come from the fire è un pezzo tranquillo che poco prima della metà però si sgretola rendendone difficile l'ascolto, ed a mio parere rovinando ciò che sarebbe potuto essere un ottimo brano. one dog show inizia con un delirio di suoni, proseguendo con una divertente (ma purtroppo molto breve) parte ritmata in 4/4 tra gli 00:45 e gli 00:55, seguita da.. altri.. suoni.. cani che abbaiano ed areoplani che passano. è un pezzo talmente sgangherato e senza senso, che per quanto in maggior parte inascoltabile, riceve una valutazione positiva. jump on a pink soft gun è un pezzo.. rimbalzoso.. come altro definitlo? anche qui assurdi effetti sonori si susseguono, ma riesce a mantenere una costante che, a differenza dei precedenti brani, gli rende una identità ben definita. zalonabocoelri (feat. Fakoll) come dice il titolo, presenta una collaborazione con me per la realizzazione, in cui ho creato il sample base della batteria, per poi lasciare tutto al frullatore di M.O.R. che stavolta inizia il brano con bpm veloci per poi rallentarli molto fino alla sua fine tramutandolo in un qualcosa di ambient/noise in cui mi immagino una rumorosa fabbrica di strani personaggi che sbraitano da lontano, per finire con un delirio totalmente random.
I don't want to change my soul si discosta dagli altri brani, senza mai cambiare troppo. è molto ambientale e l'idea trip hop di base, nonchè una realizzazione lineare ma non troppo noiosa, lo rendono il mio pezzo preferito dell'album, e di molte spanne sopra gli altri.
con stereoptycal si torna ai repentini cambiamenti di velocità ed umore, con qualche drillata ben riuscita.
summer in a heart è un pezzo noise che violenta una canzone di Phil Collins. si discosta molto dall'idea e lo stile del resto dell'album, e raccoglie il mio apprezzamento.
in complesso purtroppo, il lavoro non raggiunge la sufficienza, e la presenza di un paio di brani ed alcuni spunti interessanti non è, a mio parere, sufficiente per sollevarne le sorti.
comprendo appieno l'idea di base che spinse M.O.R. a realizzarlo. ma il risultato è davvero troppo confuso, e l'ascoltatore si perde facilmente all'interno dei brani preso da una irrefrenabile voglia di skippare.