Savona/Brisbane
Amministratore degli artisti : Gruppo Crudo
Sito web : http://www.myspace.com/gruppocrudo
Registrato : 30 Marzo 2007
Prima di addentrarsi fra le tracce di questo album è d'obbligo sottolineare con chi abbiamo a che fare. Esa, a.k.a El Presidente, è semplicemente uno dei mostri sacri dell'hip hop italiano. Il suo esordio risale agli Otierre, al primo demo, "L'anno della riscossa", era il 1992. Da allora, Esa ha collaborato con i migliori artisti italiani ed è stato uno dei pochissimi rapper italiani capaci di assumere una dimensione europea, con le sue connessioni in Germania e Belgio tanto per dirne un paio. Tutto questo per sottolineare l'arrivo su Jamendo di un personaggio di enorme spessore. Ma passiamo al disco.
"Il messaggio" è il secondo free album del Prez, 'presidente dell'ente per la musica potente', e fila via che è un piacere. Esa dimostra ancora una volta di essere davvero il re del groove, la sua ricerca ritmica non ha eguali in Italia. Riesce sempre ad osare con misura, riuscendo a farti metabolizzare beat storti ed insoliti come solo lui sa fare.
Fin dalla prima traccia è chiaro che c'è da ballare, da muovere il culo e le sneakers, come diventa chiaro nel singolo "Sneakers & Wax". Con "Che ne sai?" Esa mette al loro posto i fin troppi farlocchi della doppia acca nostrana, le fin troppe nuove scuole e l'insostenibile mancanza di ironia di molte nuove leve che per un po' di pubblicità sputano senza ritegno su chi invece ha fatto la storia di questa cultura.
"Non è imbrattamento" è dedicata ai writers. Sono passati quindici anni da "E di certo", brano con cui Esa, affiancato da DJ Gruff, affrontava gli sbattimenti di un writer. Oggi amplia il discorso, difendendo la disciplina del writing, e chi colora il grigio di città rischiando pure di farsi arrestare e mazzolare da qualche barabba annoiato. 'Non scherziamo' dice El Prez.
Poi è davvero ora di muovere il culo, perché il 'kickin' selecta' Esa assembla una traccia da ballare nella fossa fra aromi di birra, fumo e sudore, che lo incorona "Il re del Groove" mentre intorno a noi le signorine ed i b-boy ondeggiano perché 'anche a zero gradi' "La notte è calda".
"Che cazzo parli" è l'ennesimo grido d'allarme per le condizioni della cultura e della società contemporanea, appiattimento culturale e mancanza di informazione. Sulla stessa falsariga, il testo di "Sopra la battuta" affronta la regressione dell'etica di fronte agli eccessi dell'iperliberismo guerrafondaio, e sopra la battuta c'è sempre un b-boy fiero la cui missione è lanciare il messaggio di cui si parlava nel titolo, nella migliore tradizione della vecchia scuola.
Con "Amore Lontano" Esa dimostra che si può essere dei capi, duri e pesi ma, citando un rivoluzionario, 'senza perdere la tenerezza.' Un pezzo davvero gustavo che mette pace nelle casse. A volte poi capita che la tenerezza gonfi e in "Porno Settanta" diventa amore carnale, viscerale, la migliore cura contro le brutture intorno.
"I videogiochi" e "La mafia del calcio" sono sanguigne perle di quel che Esa definisce il suo blog, il suo reality show, rime dal sapore freestyle su elementi ormai centrali della cultura italiana che stanno cambiando il modo di comportarsi della gente.
"Lavoro duro" è uno spaccato della vita di chi fa dello spargere buone vibre la sua missione, il beat di Shablo ha basso e batteria in comune con "Algoritmi" del recente lavoro di Kaos, ma i cuts la rendono assolutamente unica, a testimonianza del talento del produttore italo-argentino che da Amsterdam si sta imponendo come uno dei migliori beatmaker in circolazione.
Poi, nella migliore tradizione di liberazione del corpo e della mente, "Qui si reclamizza", nella quale El Prez canta le mille proprietà dell'erba sacra del dio Shiva, sempre più demonizzata e calunniata, specialmente nel cosiddetto Bel Paese, 'sacrilega ganja per la cattolica Italia', dice il Presidente, che evidentemente ha passato le sue belle ore a gustare i pregi di Amsterdam, sognando coffeshop anche nella penisola italiana, dove la canapa indiana cresceva ovunque prima che una manciata di magnati americani decise di rendere illegale la concorrenza di quella pianta miracolosa.
"Ci rivediamo" fa da perfetta outro a questo viaggio nel ritmo, dandoci appuntamento alla prossima invenzione del funky presidente, che ci lascia con il suo solito andio sciallato ma sempre potente, e, meritatamente, si concede anche qualche verso per celebrare la propria fotta e la propria sapienza sui beat come al mic.
Insomma, un disco denso, spesso, potente. Come dice Esa, suona sporco e campionato, diverso da quel che si sente in classifica, ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza. Oltretutto, le metriche del Prez sono pregiate e al contempo grezze come una bella cima di autoprodotta,le liriche sanguigne, sincere e mai banali. Difficile anche eleggere un brano migliore, questo lavoro è compatto ed omogeneo, cosa che lo rende ancora più facile da ascoltare. Il suo arrivo su Jamendo è da festeggiare, e a mio avviso non ha fatto abbastanza rumore, questo ragazzo è un pezzo di storia dell'hip hop italiano, e speriamo che si porti dietro tanta gente che possa spingere la doppia acca tricolore su Jamendo. Grazie Esa.
Biugi