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Rock, Elettronica, Ambient, Pop, Indie rock



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E' un album in cui si ritrovano i suoni retrò a 8-bit...molto buone le voci anche se a volte sembrano distaccarsi dal pezzo...complessivamente davvero un bel lavoro...continuate così...

 
 

Dati personali

Marco (in arte MrK) nasce a Gagliano del Capo (LE) ma vive a Salve, piccolo paesino della stessa provincia. Inizia presto a “farsi le dita” sul pianoforte, già all’età di 10 anni prende lezioni private. Suo padre, chitarrista ha riempito la sua vita di melodie indimenticabili di DeAndrè e Guccini, ma sono i Nomadi a farlo innamorare della musica vera e propria sino a farla diventare la sua unica passione. Continua a prendere lezioni di pianoforte sino all’età di 16 anni finché con suo cugino Alessandro non entra a far parte degli isOver, inizia a suonare synth e pianoforte. Suona in svariati pub, locali e serate all’aperto e, in molte serate, anche come gruppo spalla ai negramaro essendo compaesano del batterista Danilo Tasco (ovviamente a quel tempo non erano ancora famosi). Col passare del tempo Marco inizia ad innamorarsi dell’elettronica, delle drum machines, di gruppi come Subsonica, Depeche Mode, Linkin Park, Deasonika e, quando il gruppo si scioglie, inizia a comporre da sé i suoi pezzi, ad arrangiarli interamente da solo e a scrivere anche musiche su testi di altre persone, tra i collaboratori figurano il cugino Alessandro e il suo amico Vincenzo Siciliano. In questi anni vi è una continua ricerca, sperimentazione di fusione tra vari stili musicali, perché un pezzo possa racchiudere in sé sonorità che un solo genere non è capace di dare. I suoni profondi delle ballad R&B, i graffianti arpeggi della Trance e le ossessionanti note dell’elettronica, i ritmi della drum & base uniti alle dure chitarre rock e all’orecchiabilità del pop creano dei mix notevolmente originali. I riff dei pezzi di MrK sono del tutto originali ma contemporaneamente danno l’idea di un qualcosa di familiare, di sicuro...i testi sono ispirati a situazioni di tutti i giorni, ai costumi più scomodi della società in cui viviamo...di cose che andrebbero nascoste e invece sono inesorabilmente scoperchiate alla mercè di tutti...i sentimenti vengono messi a nudo in un intreccio di allegoria e stoicità. Oggi Marco registra da sé i suoi pezzi, suona il synth, il pianoforte, il rodhes e le drum machines, ha all’attivo 2 cd, In-Costante e L’Elite, quest’ultimo con il contributo, appunto, di Alessandro, Vincenzo e Federica DeMarco, ed è quasi pronto un nuovo cd che si prevede uscirà a settembre. Simultaneamente continua il lavoro di sperimentazione, l’ultimo demo disponibile gratuitamente on line denota un leggero allontanamento dai tratti somatici dell’elettronica pura riscoprendo un lato più “classico” del rock, l’uso di strumenti canonici dona ai pezzi più solidità e fermezza e, uniti ai ritmi leggeri delle drum machines dai suoni prettamente minimal creano un’atmosfera di vago allontanamento dalla realtà inducendo l’ascoltatore a un deviante trip mentale che risulta poi essere del tutto illusivo.