Amministratore degli artisti : Alfonso Tregua Alfonso Tregua meets Zen Nihilistisch
Registrato : 20 Aprile 2007
Well played, an inspired and personal work in the pathway of Art Zoyd & Univers Zero
Bravo
Very good album, only too short
Four stars, waiting for more
A quiet exploration into true nature of sound, slowly evolving in a great richness of paths using few harmonic and timbric elements.
In some ways, it remembers me the works of Giacinto Scelsi.
Very, very good.
Ancora una prova eccellente da Pavan & C., belli i temi, ricchi gli arrangiamenti, professionale l'esecuzione.
Ben riuscita anche l'alternanza fra ballad e tempi più movimentati.
Toccante "Second", un riuscito omaggio alle sonorità del compianto Michael Brecker, e davvero coinvolgente il solo di piano di "In praise of Honey Rose".
Molto divertente anche Pablito's Way, che ricorda da vicino le cose più "etniche" di Chick Corea.
5 stelle, e alla prossima.
Molto bello, ben inquadrato nel contesto delle radici etnica e mediterranea da cui parte, suonato con il cuore ed anche con buona tecnica.
Il tocco in più di questo disco va cercato in profondità, negli sprazzi di ricerca innovativa indispensabili all'interno di un genere che, per sua natura, spesso tende ad adagiarsi su moduli facili ma logori.
A rischio dell'errore, certo, ma solo così si va oltre. E' questo che rende la musica vitale.
Mi piacerebbe conoscere il nome di tutti i musicisti impegnati, credo che ognuno meriti la citazione.
Alla prossima
Un viaggio nell'oscuro. Rituale, inquietante e intenso nei suoni/rumori e nella vocalità.
Molto bella la conclusiva "Intro".
Urgente e cattivo. Necessario.
Noise non sta mai fermo, e qui si lancia a capofitto nel gorgo. E' rumore, musica concreta, evocazione, caos, futuro, spazio infinito e via senza uscita nello stesso tempo.
I numerosi spunti di totale astrazione (ad es. 1,2,5,7)sono i miei preferiti, ma anche chi ama di più la pulsazione ritmica sarà catturato (2,3,6,8)
Molto bello e solenne anche il conclusivo tango, toccante epilogo per uno dei suoi migliori lavori degli ultimi tempi.
Da non perdere
Ricco di spunti interessanti, elettronica e rumori combinati con ritmica efficacissima, per un ascolto impegnativo ma godibile e scorrevole
Su tutto, dal punto di vista creativo ho apprezzato 2700 & Cathedral, ma l'intero disco è molto, molto buono
Breve e molto intenso, ben costruito nelle parti strumentali, buone fonti di ispirazione (su tutte Fred Frith), una bella frustata di energia.
Chissà i testi....
Duro, strafottente, ispirato e (finalmente?) libero.
Grande compattezza sonora, si ascolta tutto di un fiato.
Note e rumori funzionali e necessari, percorso fluente e scevro da sovrastrutture.
Quasi perfetto, perché così deve essere un disco come questo.
Chapeau.