Registrato : 10 Ottobre 2008
Davvero delle ottime idee ben organizzate, che in pezzi come Morning Comes assumono una forma che sembra fare riferimento al trip-hop inglese, ma in maniera più sobria e lucida, senza le tipiche derive lisergiche a cui i genere ci ha sempre abituato. Di solito non mi sbilancio in questo tipo di recensioni, ma devo dire che le menti che hanno dato vita a questo lavoro dimostrano, oltre che un'approfondita conoscenza dell'alchimia sonica underground e degli elementi dub che padroneggiano con maestria in pezzi come OneStep, una maturità ancora più apprezzabile, sapendo che hanno avuto il coraggio di pubblicare gratuitamente questo long plain.
Sì, ecco, come detto in breve questo album contribuisce a quello che è la formalizzazione di certe forme che in adolescenza si presentano come sublimi (radiohead e pop oltremanica in generale), ma che ora si riscoprono alquanto patinate. Del resto, ormai, tutto è forma, e non intendo soffermarmi troppo su questo punto, bisogna riconoscere all'album alcuni punti di forza, come la produzione. Oppure il gusto gotico che si unisce ad un pop-rock intimista sempre gradito alle orecchie, che magari oggi non è ciò che di più stimolante si possa proporre, ma tracce come "where were you" rivelano notevoli abilità compositive con un wall of sound da intenditori nel ritornello. Globalmente, come ho già detto, non è originale, ma decisamente pregevole.