( MI ) - Włochy
Administrator artystów : Elsinore Quarantadue
Strona WWW : http://www.myspace.com/40due
Rejestracja : 12 lipca 2007
Really a great album, I'll be waiting for more!
The music is halfway between "Mogwai" and "Explosions in the Sky", without falling in nearly-coverband cliché.
The melodies are sweet, rich, variated. An astonishing job, for real.
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Bellissimo album, nato per gli amanti del post-rock.
I ragazzi mischiano la dolcezza degli Explosions in the sky con un po' di distorti in più, restando meno barocchi degli americani, lambendo a tratti anche i Mogwai... definendo uno stile loro, insomma.
Da ascoltare assolutamente.
Giuro: io nelle mie recensioni cerco d'esser il più obiettivo e sincero possibile: una verità vale sempre di più di mille mezze bugie.
Questa non vuole essere una sviolinata, anche se apparirà tale: il disco degli Orbe è splendido, ha tutto quello che mi piace di questo genere di musica. E, per inciso, si muove su coordinate simili a quelle del mio gruppo, i Quarantadue (forse anche per questo mi piace tanto: siete avvisati, perlomeno).
Ma veniamo al disco: l'ouverture strizza l'occhio ad un tagliente noise per poi volgere su sonorità più Tool ed Isis. Violenta ed ascoltabile, con diversi movimenti, un pochino temporeggia ancora ad entrare nell'ipnotico mondo del post. Forse la chiusa è un pochino tronca, ma non si lega male con la canzone che segue
Ci pensa Roshli Mala (la mia preferita) a tuffare l'ascoltatore in un ipnotico vortice post-rock di dieci minuti che fuggono come sabbia dalle mani: il giro si fa progressivamente sempre più dolce e pacato (avete presente gli Explosions in the sky?), per poi avvitarsi in una chiusa feroce che sigilla il pezzo.
Sinonimi, torna su sonorità più metal, e dobbiamo sempre avere come riferimento il progressive dei Tool per avere un'idea, più "consone" per chi ha ascoltato mai il gruppo americano. Anche se la voce, volutamente, continua a tacere, tanti sono i movimenti che non se ne sente poi tanto la mancanza.
(XX), anche, parte dagli stessi punti della canzone precedente, finché il basso, pieno di riverbero, ci fa ricordare che le influenze degli Orbe sono più vaste: il post ritorna in auge. Chitarre lontane creano atmosfere stratificate quando, di nuovo, la canzone cambia ancora: il metal ed il post si intrecciano, si confondono, salgono in una doppia elica e si fanno ormai indistinguibili.
Ovviamente, le mire del gruppo sono talmente alte che è difficile dire che non ci sia nessun suono che non pare migliorabile, affinabile, rifinibile nel suo complesso, ma qui entrano in gioco anche ragionevolissime questioni di budget. Ma a parer mio, il gruppo ha un potenziale eccellente ed ha dimostrato in questo EP un songwriting notevole, che forse mostra il meglio della sua maturità in (XX).
Un appunto? Forse un po' troppi Tool: è l'unica influenza che a tratti si fa un filo invadente (anche se, come detto, la voce manca del tutto). Comunque un lavoro da gustare. Bravi davvero!!
L'album, a parte la qualità audio che non sto a sindacare, ha un unico difetto: il fatto di appartenere saldamente ad un genere musicale ormai lontano nel tempo.
Le canzoni ricordano i Deep Purple di "Perfect Strangers", le melodie, a tratti, del Banco del Mutuo Soccorso (ma forse è il cantato italiano che m'inganna), insomma: si viene scaraventati venticinque anni nel passato da questa band.
Il lato positivo è che i ragazzi riescono davvero a farlo: intendo dire, il genere è complesso sia da comporre che da eseguire, ed agli OverFourteen riesce bene fare entrambe le cose.
Quindi se (e solo se) siete amanti del genere (e non è il mio caso, confesso: troppe tastierone per i miei gusti, preferivo i seventies...), questo album è un must. Negli altri casi, rischia non ci sia nulla di cui sorprendersi più di tanto.
Peccato la mancanza di una seconda chitarra; sarebbe necessaria.
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This album has only one drawback: sounds pretty much like "Perfect Strangers" from Deep Purple and similar: prog-rock that looks like it has been recorded in the '80s.
The musicians can really play such a difficult kind of rock and the audio quality, altough it's Lo-Fi, it's acceptable. So, if you love this genre (which i don't), this is a good one. Otherwise, maybe you wouldn't find it very interesting after all.
Great album in its genre... Very powerful, a good screamo and songs that are well composed, with enough space for the listener to breathe between a scream and the other one.
There's a bit of post-rock inside, like Envy, for instance. Always interesting, definitely a great job!
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Splendido album, nel suo genere. Tanto tanto screamo, potente, con canzoni ben strutturate che alternano bene le parti piu in***zate delle canzoni a momenti più tranquilli. Scelta che condivido: gli album di questo genere che sono "tutti una tirata" mi annoiano, alla lunga...
C'è un filo di post-rock, come nei primi lavori degli Envy, per dire. E questo, a me personalmente, non dispiace affatto...
Un buon album, onesto indie rock, che si fa amare da chi è cresciuto con il grunge e l'alt.roch dei '90s (Samshing Pumpkins, Pearl Jam e compagnia bella).
Non fraintendetemi: non è un'album anacronistico, prettamente inquadrato in quel genere (a cui sicuramente è fortemente radicato).
Ci sono diverse influenze e ricerche creative, anche se mancano voli pindarici che proprio stravolgano le coordinate musicali. Ad esempio, il tag "post" io lo leverei: non sento nulla di post in quest'album, con tutto il rispetto.
In soldoni: l'album è ben fatto, ben suonato ed energico, il cantante ci sa fare(ma non solo: bella anche la batteria, tra l'altro) e l'album si fa ascoltare, non apparendo troppo banale e tuttavia rimanendo sempre "familiare". Da ascoltare.
The album is too electronic to be defined shortly "between post rock and Ambient", in my honest opinion. I try to develop the concept...
First of all: the electronic part is really massive in this album. Touches also the very boundary of 80's industrial (the Eternal State of Nonexisistance starts like a nice Ministry-flavoured song, until it changes it all..), mix it up with some glitch circa Mùm and dreamy arrangements reminding of Sigur Ròs (wonderful the voice in "This Miracle Will Fade").
That is also, maybe, their bridge to Post rock, but there are so many influences more into this album: the 8bit-like sounds that are constantly appearing here and there, acoustic guitars (like in the new album of Sigur Ròs) and clean voices...
There are a lot of ideas into this well done album. Only one advice: listen to it without thinking at a specific genre. Just shut up and listen to the music!
Really an interesting album, that sounds pretty post-rock but in its own way, far from being stereotyped.
Synchronized Killing Machine it's really long, but since it varies continuously, performing crescendos and slowing down again, it "breathes" and flows really well. Well done!
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Album molto interessante, che prende decisamente dal post-rock ma poi si sviluppa su coordinate sue, abbastanza originali.
L'ultima canzone, Synchronized Killing Machine è molto variata e, sebbene sia lunga, scorre molto bene. Ben fatto!
Un album fuori dagli schemi, energico e coinvolgente, che fa venir voglia di cantare a squarciagola.
La sezione ritmica è molto spessa, i riffoni di chitarra sono belli massicci e l'elettronica è quella giusta. Anche la voce del cantante ha sia un bel pulito che un urlato graffiante.
Band per nulla banale, da sentire. Tra i migliori su Jamendo!
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An album of its own kind, really powerful end emotive. It makes you wanna sing very loud!
Drums are massive, guitars are overdriven to the top, the electronic parts are really nice. The singer not only can really sing clean, but he also shows a good growl.
A really particular band, one of the best of Jamendo!
Un EP che si fa ascoltare, tra trip-hop ed industrial, senza scadere troppo in clichè già triti e ritriti.
Bravi, ragazzi, attendiamo ulteriore materiale!!
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A good EP, really enjoyable. A sort of trip-hop / industrial mix, with all the flavour of modern electronic music (i.e. no clanky - low fi - 80's sounds).
Well done: we are waiting for more!
Fantastico album, dolci note sospese tra jazz e musica classica, strizzando l'occhio alla "musica da colonna sonora".
Davvero un'opera incredibile: professionale, sofisticata, morbida...
Anche chi non è particolarmente appassionato di tale genere musicale (come me) dovrebbe dare un attento ascolto a questo album: ne resterà piacevolmente sorpreso.
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Great album, that blends together Jazz and Classics, reminding of Soundtracks sometimes.
Everyone should give it a try!!